Gli affari della mafia toccano il Trentino, 3 hotel chiusi, Failoni: "Fatto grave". Gli albergatori: "Doccia fredda, doveroso collaborare con le forze dell'ordine"
A finire coinvolta nell'inchiesta della Procura di Catania sarebbe la società che gestiva queste tre strutture mentre le proprietà sono parte lesa. Battaiola: "L'interruzione immediata fatta con la precedente società di gestione, coinvolta nell'indagine, dimostra la capacità di reazione del territorio nei confronti di realtà che arrivano in Trentino e non sono trasparenti”

TRENTO. “Chi è coinvolta in questa inchiesta è la società che gestiva le strutture ricettive. Le tre proprietà sono parte lesa e si trovano ad inizio stagione senza poter accogliere gli ospiti”. Le parole sono quelle che arrivano da Gianni Battaiola, presidente dell'Associazione albergatori del Trentino.
La vicenda è quella che ha portato alla chiusura di tre hotel al Tonale dopo che, secondo quanto emerso, la società che li gestiva, la M&V Gestioni Turistiche srl, di fuori regione, sarebbe finita al centro di una maxi inchiesta della Guardia di Finanza di Catanzaro.
Per capire meglio di cosa si parla occorre tornare al luglio del 2023 quando la Fiamme Gialle di Catanzaro, con la collaborazione del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata, hanno dato esecuzione al decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, nei confronti di 4 persone, indagate, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione, usura, trasferimento fraudolento di valori e favoreggiamento alla latitanza.
Contestualmente è stata data esecuzione al decreto di sequestro preventivo d’urgenza di fabbricati, terreni, quote di partecipazione, complessi aziendali, ditte individuali e autoveicoli per un valore complessivo di circa 11,5 milioni di euro e al decreto di perquisizione locale e personale nei confronti delle persone fermate . Altre 14 persone sono state indagate per associazione mafiosa.
In questa grossa inchiesta per mafia sarebbe quindi coinvolta anche la M&V Gestioni Turistiche srl che gestiva le tre strutture e che nelle scorse settimane ha ricevuto un'interdittiva e quindi l'impossibilità di proseguire con l'attività. Questo, con l'informativa arrivata da Catanzaro, ha portato ad un'ordinanza del sindaco di Vermiglio Michele Bertolini per la chiusura delle strutture. Contattato da il Dolomiti, il sindaco ha spiegato di non voler parlare con i giornalisti e di non commentare quello che è successo (Senza peraltro rendere pubblica l'ordinanza rendendola visibile sull'albo pretorio).
Le tre strutture coinvolte sono l'Hotel La Mirandola di proprietà Marco Katzemberger e Giovanni Battaiola, il "Cielo Blu" di Aldo Stablum e la "Locanda Locatori" della società Tiziana srl di Luca Silvio Negri, Graziano Pennacchio e Stefano Antonio Negri. Queste le proprietà che sono le parte lese della situazione e quindi non sono coinvolte nell'inchiesta.
“Noi l'abbiamo appreso ad inizio stagione e quindi – spiega Battaiola - è stata una vera e propria doccia fredda. Le proprietà sono parte lesa e la collaborazione con le forze dell'ordine è doverosa. E' bene chiarire che l'interruzione immediata fatta con la precedente società di gestione, coinvolta nell'indagine, dimostra la capacità di reazione del territorio nei confronti di realtà che arrivano in Trentino e non sono trasparenti”.
Chiaramente le proprietà delle tre strutture si trovano ora in estrema difficoltà e la preoccupazione è davvero alta. “Queste strutture – continua Battaiola - devono tentare di accogliere gli ospiti, trovare delle aziende disposte alla gestione nella massima trasparenza che il Trentino ha sempre denotato”.
Ad intervenire è anche l'assessore provinciale al Turismo, Roberto Failoni. “Come assessore al turismo – spiega - esprimo la massima fiducia nell'operato della magistratura. L'indagine che ha portato alla chiusura di tre strutture al Passo del Tonale è certamente un fatto grave che seguiamo con attenzione”.
Failoni, però, precisa che “Va però sottolineato che si tratta di un caso isolato che non rispecchia la realtà del turismo trentino. Il nostro sistema turistico si basa su migliaia di imprenditori onesti che ogni giorno lavorano con professionalità e trasparenza per garantire l'eccellenza dell'ospitalità trentina. Come Provincia continueremo a collaborare con tutte le autorità competenti per tutelare il buon nome del nostro territorio”.













