"Non è un fulmine a ciel sereno, c'erano i segnali", Ianeselli sulla maxi operazione della finanza: "Un esercente mi ha chiamato in lacrime: era sollevato"
All'alba maxi operazione della guardia di finanza, sigilli e perquisizioni in diversi esercizi del centro. Il sindaco di Trento, Franco Ianeselli: "Non è un fulmine a ciel sereno, c'erano i segnali di qualcosa di poco pulito. Gli imprenditori onesti, a chi come me ha un incarico pubblico, dico: continuiamo a vigilare, a tenere alta la guardia, a segnalare"

TRENTO. "Non è un fulmine a ciel sereno", questo il commento di Franco Ianeselli, il sindaco parla della maxi operazione scattata all'alba di oggi (mercoledì 7 maggio) anche nel capoluogo. Una vasta operazione della Guardia di finanza tra Trento, Andalo e Lavis tra centinaia di finanzieri in azione, elicottero e unità cinofile. Sono 37 le persone a vario titolo destinatario di misure cautelari. Sigilli ai locali e perquisizioni in altri esercizi (Qui articolo).
E' stata smantellata una ramificata organizzazione criminale dedicata a riciclare i proventi dello spaccio nella gestione di bar, alberghi e ristoranti della città. "I segnali che c’era qualcosa di poco pulito erano plurimi: i primi ad accorgersene sono stati naturalmente gli esercenti onesti, che avevano a che fare con 'colleghi' dai metodi un po’ troppo rudi e con una concorrenza a dir poco sleale", dice Ianeselli. "Di recente alcuni mi avevano confidato di essere esasperati e anche sfiduciati perché temevano che il marcio nascosto dietro a una facciata di rispettabilità non sarebbe mai venuto a galla. A loro ho sempre detto di avere fiducia nelle autorità competenti. Anche se tutto sembrava fermo, la guardia di finanza, coordinata dal procuratore di Trento Sandro Raimondi, aveva già avviato le indagini e raccolto gli elementi che hanno portato ai sequestri e agli arresti di oggi".
Durante le indagini, sono emerse ulteriori ipotesi delittuose riconducibili a reati contro la pubblica amministrazione. Infatti, una famiglia di imprenditori, aiutato dal proprio commercialista, con l'obiettivo di ottenere un indebito vantaggio per l’acquisto e la gestione di una prestigiosa struttura alberghiera con annesse attività termali ha elargito numerose utilità (ingressi in centri benessere, cene, oggetti preziosi nonché la promessa di dazione di denaro) all’allora presidente del Consiglio di amministrazione di una società a partecipazione pubblica che gestisce l'immobile.
Nello specifico, viene specificato, sono stati intercettati gli incontri in cui il pubblico ufficiale e alcuni dirigenti della società pubblica hanno concordato e pianificato, con gli indagati, mesi prima della pubblicazione del bando, i requisiti previsti per la vendita della citata residenza, per un importo da 10 milioni di euro.
"Alcuni sviluppi dell’inchiesta, che pure non mi sorprendono, sono davvero inquietanti", evidenzia Ianeselli. "Perché il malaffare scoperto dalle indagini non si esaurisce nel perimetro della gestione di alberghi e ristoranti. Un capitolo riguarda le collusioni con i vertici di una società pubblica che, secondo gli inquirenti, favorivano gli affari dei malavitosi. Questo è davvero l’aspetto più allarmante della vicenda, perché dimostra che il sistema trentino è vulnerabile e può essere infiltrato anche ai massimi livelli".
Complessivamente ci sono 18 persone in carcere, 2 agli arresti domiciliari, 13 divieti di dimora e 3 obblighi di dimora nella provincia di Trento e 1 obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Contestualmente sono stati eseguiti provvedimenti di sequestro per 12,4 milioni di euro tra conti e attività commerciali: 2 bar, 1 pub e un ristorante tra Trento, Lavis e Andalo.
"Stamattina l’esercente di un bar cittadino mi ha chiamato in lacrime. Non riusciva a smettere di piangere. Lacrime di sollievo, dovute alla tensione accumulata in questo ultimo periodo e alla prospettiva concreta di voltare finalmente pagina. Oggi è dunque doveroso rivolgere un grande ringraziamento alla Procura e alle fiamme gialle che hanno colto i segnali di disagio e si sono messi subito al lavoro. Agli imprenditori onesti, a chi come me ha un incarico pubblico, dico: continuiamo a vigilare, a tenere alta la guardia, a segnalare. E, soprattutto, ad aver fiducia nelle forze dell’ordine e nella giustizia", conclude Ianeselli.














