Sicurezza, confronto in Comune. Ianeselli: "Siamo ad un passo dalle ronde: bisogna evitare la deriva dell'autodifesa". Piffer: "Siamo imprenditori, non carne da macello"
Il primo cittadino del capoluogo ha condiviso le preoccupazioni della categoria, parlando di "una città ad un passo dalle ronde" e della necessità di "evitare la deriva dell'autodifesa spontanea". "Trento sta cambiando volto - ha aggiunto Piffer -: da città ordinata e vivibile sta diventando territorio di scorribande notturne, con bande di sbandati e tossicodipendenti che agiscono impunemente. Se si lascia degenerare questa situazione, c’è il serio rischio che qualcuno decida di organizzarsi da sé"

TRENTO. L'ultima, di ormai una lunghissima serie, di "spaccate", è avvenuta nella notte tra martedì 3 e mercoledì 4: ad essere preso di mira è stato stavolta il ristorante "Castelli Romani" di via Santa Trinità (Qui articolo), a due passi da piazza Duomo e da piazza Fiera. Il bottino? Circa seicento euro, a cui bisogna sommare i danni provocati dai malviventi per sfondare la porta.
I numeri sono estremamente "pesanti" e la situazione si è aggravata in maniera considerevole nell'ultimo mese e mezzo, con furti ed effrazioni che hanno interessato più di 20 esercizi, praticamente in ogni zona della città: dal centro (Qui articolo, Qui articolo e Qui articolo) alla collina (Qui articolo), da Trento Sud (Qui articolo, Qui articolo e Qui articolo) a Gardolo (Qui articolo) dove, recentemente, al Ristorante Anfora, tra maltolto e danneggiamenti, il danno ammonta a circa 25 - 30 mila euro (Qui articolo).
La situazione è tesissima a tal punto che, durante un incontro tra il sindaco di Trento Franco Ianeselli, l'assessore al commercio Alberto Pedrotti e il dirigente Egidio Menapace e il Direttivo C5 dell'associazione dei commercianti al dettaglio (il presidente Massimo Piffer, i vice Camilla Girardi e Giorgio De Grandi, Diego Vanzo, rappresentante in Camera di commercio e Gianni Gravante per Federmoda), il primo cittadino del capoluogo ha condiviso le preoccupazioni della categoria, parlando di "una città ad un passo dalle ronde" e della necessità di "evitare la deriva dell'autodifesa spontanea".
"I negozi stanno diventando bersagli quotidiani. Così non si può andare avanti - ha spiegato Massimo Piffer, presidente dell'associazione commercianti al dettaglio di Trento -. Servono risposte forti, immediate e coordinate, vigili davanti ai negozi e per le strade cittadine. Siamo esasperati i nostri associati si svegliano ogni mattina col timore di trovare la vetrina sfondata, la cassa svuotata, il negozio devastato. Non si tratta più di episodi isolati: è un fenomeno sistemico, continuo, che sta logorando la fiducia dei commercianti nella capacità delle istituzioni di garantire sicurezza. Siamo imprenditori, non carne da macello".
Sul tavolo sono state messe diverse proposte operative, dal rafforzamento del presidio urbano, utilizzando anche gli Street Tutor, alla sperimentazione di tecnologie di videosorveglianza avanzate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale, passando per l'attivazione di un fondo per sostenere i commercianti nel miglioramento dei sistemi di protezione passiva.
"Trento sta cambiando volto - ha aggiunto Piffer - e lo sta facendo andando nella peggiore delle direzioni: da città ordinata e vivibile sta diventando territorio di scorribande notturne, con bande di sbandati e tossicodipendenti che agiscono impunemente. Se si lascia degenerare questa situazione, c’è il serio rischio che qualcuno decida di organizzarsi da sé. E non possiamo permetterlo. Basta con i rimpalli di competenze, basta con l’inerzia. Vogliamo sapere chi è responsabile di cosa, e cosa intende fare. Pretendiamo che la Polizia Locale sia presente in questo momento critico - mattina e sera - e che le forze dell’ordine rafforzino la prevenzione, non solo l'intervento postumo. Fatti cento vigili, quanti si occupano della viabilità? Se oggi la proporzione è 80 a 20, vogliamo che venga invertita: 20 sulla viabilità, 80 sulla città a presidiare la sicurezza e a dialogare con commercianti e cittadini".
"La soluzione - gli fa eco Ivan Baratella, presidente dei commercianti di Confesercenti - è ormai quella di "barricarci" dentro i negozi. Lo dico provocatoriamente, ma non troppo. Gli strumenti che noi abbiamo a disposizione sono pochi: serrande "intere" che chiudano completamente l'attività, sistemi di video sorveglianza collegati direttamente alle forze dell'ordine e polizze assicurative in grado di coprire anche i danni ingenti. Tutto questo significa un aumento vertiginoso dei costi per tutelarci. Altro noi non possiamo fare a fronte di un aumento evidente della criminalità. Siamo completamente "nudi" di fronte a questi delinquenti, che agiscono senza scrupoli, anche quando sono consapevoli di ricavare poco dal furto. Senza tenere conto dei disagi e del senso d'impotenza di chi, tra mille difficoltà, cerca di portare avanti la propria attività e, adesso, lo fa in un clima di "paura" di ritrovare al mattino la propria vetrata distrutta, la porta divelta e danni, economici e materiali, all'interno della struttura".













