Una testa di animale davanti alla sede della Lav: "Gesto vile e violento ma continuiamo le nostre battaglie". Gli animalisti presentano denuncia
"Chiediamo il controllo delle immagini registrate dalle telecamere di servizio nella zona. Ma chi sa qualcosa deve parlare. Chi ha le mani sporche di sangue non sarà mai dalla parte della ragione e auspichiamo condanna pubblica del gesto da parte delle istituzioni", la Lav denuncia di aver trovato una testa di animale davanti alla porta della sede trentina

TRENTO. Una testa di animale davanti alla sede trentina della Lav. "Gesto vile e violento: presentiamo denuncia contro ignoti", dice l'associazione animalista. "Chiediamo il controllo delle immagini registrate dalle telecamere di servizio nella zona. Ma chi sa qualcosa deve parlare. Chi ha le mani sporche di sangue non sarà mai dalla parte della ragione e auspichiamo condanna pubblica del gesto da parte delle istituzioni".
Il presidente, il direttore generale, il comitato esecutivo, il consiglio direttivo, le 70 sedi sul territorio e le centinaia di attivisti e gli oltre 50mila sostenitori a livello nazionale dell’associazione si stringono intorno ai soci e alle attiviste della sede trentina della Lav.
“Nessun vile attacco macchiato del sangue di un povero animale ci farà arretrare di un millimetro nella battaglia di civiltà che conduciamo da tanti anni anche in Trentino”. Dure le parole di Simone Stefani, vice presidente nazionale Lav e responsabile della sezione di Trento. Recentemente l'associazione è intervenuta contro la caccia ma è attiva anche sul fronte orsi e lupi con i ricorsi presentati per bloccare ordinanze e delibere di abbattimento della Provincia di Trento.
“A seguito delle nostre battaglie legali e della grande manifestazione a Trento del 16 settembre scorso contro la caccia, questo è un chiaro attacco alle nostre attività che ogni giorno non solo in Trentino, ma in tutta Italia, portano in salvo vite strappate alle mani dei loro aguzzini, in applicazione delle normative nazionali e dell’articolo 9 della nostra Costituzione che chiedono con chiarezza rispetto e tutele per gli animali”, prosegue Stefani. “E’ evidente come le nostre battaglie a tutela degli orsi, dei lupi e degli altri animali abbiano disturbato individui che fanno dello sfruttamento e della violenza sugli animali una metodologia anche di profitto e che non vogliono arrendersi all’evoluzione della sensibilità e delle normative a tutela degli animali. Questo vile gesto ci dimostra ancora una volta come la nostra strada sia quella giusta: chi uccide un animale e usa la sua testa per mandare un messaggio di chiara ispirazione mafiosa, non potrà mai stare dalla parte giusta della storia”.
La Lav ha già sporto denuncia alle forze dell'ordine, inoltre ha chiesto l'attivazione del Commissario di governo per il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza. La testa di animale è stata consegnata all’Istituto Zooprofilattico per i rilievi. La richiesta è quella di controllare le telecamere di zona. "Auspichiamo una condanna immediata da parte delle istituzioni: minacce e ritorsioni non devono mai cadere nell’ombra e nell’omertà”, le parole di Gianluca Felicetti, presidente nazionale Lav.














