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Trento
29 novembre | 10:26

La mandibola spaccata con un sasso e i palchi segati a pezzi, la denuncia: ''Sfregio al cacciatore che ha abbattuto legalmente il cervo. Si tratta di un atto intimidatorio''

La denuncia è stata fatta nelle scorse ore da Luigi Casanova, presidente onorario di Mountain Wilderness: "Quella nel territorio di Moena è una situazione delicata. Negli scorsi giorni, qualcuno ha sfregiato la carcassa di cervo con un sasso e segato i pachi in piccoli pezzi: atto intimidatorio di chi non vuole che alcuni caccino nella valle di San Pellegrino". Ecco i dettagli

La mandibola spaccata con un sasso e i palchi segati a pezzi

MOENA. Il fatto è accaduto negli scorsi giorni nei boschi della Val di Fassa, quando qualcuno ha sfregiato la carcassa di un cervo segandone i palchi a pezzi e prendendo a sassate il muso dell'animale senza vita. 

 

La denuncia è stata fatta nelle scorse ore da Luigi Casanova, presidente onorario di Mountain Wilderness, che a Il Dolomiti racconta: "Quella nel territorio di Moena è una situazione delicata - premette -. Un conflitto interno all'associazione dei cacciatori che va avanti ormai da 20 anni", e che vede alcuni membri contrari al fatto che altri "caccino nella valle di San Pellegrino". 

 

Per questo, come dichiara Casanova, "nel tempo si sarebbero verificati innumerevoli atti intimidatori", a testimonianza d'uno scontro molto duro al quale ad oggi pare non essere stata posta fine: "Anche a livello provinciale si sa quanto sta avvenendo da due decenni - fa sapere -. Sembra davvero assurdo che si lasci però correre tutto".

 

Una "cultura dell'intimidazione" protratta per anni da cacciatori che controllano la valle di San Pellegrino "infastiditi all'idea che altri caccino sul territorio". Una situazione culminata nell'ennesimo atto intimidatorio, avvenuto negli scorsi giorni: "Mentre un cacciatore si stava organizzando per recuperare un cervo da poco abbattuto, azione perfettamente in regola, qualcuno si è precipitato sulla carcassa, prendendo a sassate il muso dell'animale (e lasciando ben in vista il sasso insanguinato), segando i palchi in tanti piccoli pezzi e togliendo il canino, considerato un portafortuna nel mondo venatorio, distruggendo la mascella".

 

Questo, quanto raccontato da alcuni cacciatori a Casanova, con tanto di foto-testimonianze per denunciare lo spiacevole episodio: "Preoccupa - conclude l'ambientalista e già custode forestale della Valli di Fiemme e Fassa - che si continuino ad utilizzare sistemi intimidatori verso altre persone ormai da 20 anni e che nulla venga fatto per cambiare la situazione". 

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