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| 30 mag 2022 | 16:35

Soffoca la madre 84nne e la taglia a pezzi nella vasca del bagno, convalidato l'arresto di Rosa Fabbiano. Il gip: ''Potrebbe commettere altri reati simili''

Il dramma scoperto giovedì scorso dalla sorella residente a Trento e che non riuscendo a parlare con la madre e insospettita dalla sorella ha deciso di andare a Melzo a controllare di persona. Nell'ordinanza il giudice spiega che vi è l'incapacità dimostrata dall'indagata "nel sopportare il decadimento fisico e mentale altrui e, in particolare, di coloro che le sono affettivamente legati"

Soffoca la madre 84nne e la taglia a pezzi nella vasca del bagno, convalidato l'arresto di Rosa Fabbiano

TRENTO. Continue bugie per oltre due mesi. Sono quelle che Rosa Fabbiano ha detto ai suoi famigliari per nascondere l'omicidio della madre, uccisa soffocandola all'interno della vasca da bagno dove era stata messa sigillandola poi con un telo di plastica e successivamente tagliandola a pezzi.

 

Bugie che ha ripetuto alla sorella che vive a Trento e che giovedì scorso, insospettita della situazione, ha deciso di andare a Milano dove ha scoperto la terribile vicenda.

 

Ma non solo. La donna, Rosa Fabbiano, ha mentito anche al marito che ha spiegato alle forze agli inquirenti di aver saputo dalla moglie "alla fine del mese di marzo, che la madre" sarebbe stata "ricoverata all'interno di un centro di assistenza e cura in ragione del deterioramento delle sue condizioni psichiche".

 

Il gip di Milano nelle scorse ore ha convalidato il fermo e disposto la misura cautelare in carcere per Rosa Fabbiano accusata di omicidio volontario aggravato e vilipendio di cadavere aggravato.

 

L'ARRIVO A MELZO DELLA FIGLIA RESIDENTE A TRENTO

Il 26 maggio scorso, la figlia più giovane di Lucia Cipriano, residente a Trento, è arrivata a Melzo perché non riusciva più a contattate la madre.

 

La donna è stata fatta entrare in casa dalla sorella maggiore, Rosa Fabbiano che però le avrebbe anche detto "No, non andare in bagno" dove si trova poi il cadavere della madre.

 

Rosa, viene poi ricostruito, è fuggita e si è avvicinata ad un c orso d'acqua dove voleva gettarsi ma è stata fermata dalla sorella minore. In quel momento avrebbe detto "Sono stanca. Ho fatto un disastro”. Successivamente arrestata dai carabinieri non ha più detto nessuna parola.

 

L'OMICIDIO

Nelle carte dell'imputazione vengono ripercorse le modalità con le quali la donna ha ucciso la madre. L'avrebbe prima fatta “adagiare all'interno della vasca da bagno" e dopo "coprendola con un telo in cellophane, che fissava ai bordi della vasca con del nastro adesivo, in modo da non far passare aria". E poi avrebbe mutilato "il cadavere" e "lo occultava, mantenendolo all'interno della vasca da bagno, sigillata da un telo di cellophane e celando la morte della donna agli altri congiunti".

 

Sono stati trovati dei "guanti in lattice" e alcuni vestiti bruciati. I carabinieri hanno anche trovato sul bordo della vasca "una lama per seghetto della lunghezza di 31 cm". E poi un'altra "sega con lama metallica lunga complessivamente 45 cm".

 

L'ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE

Nell'ordinanza il giudice ha spiegato che i motivi dell'omicidio sono "da ricondursi all'assoluta incapacità dimostrata dall'indagata nel sopportare il decadimento fisico e mentale altrui e, in particolare, di coloro che le sono affettivamente legati".

 

Oltre a quello è stato anche aggiusto che vi è il “concreto ed attuale pericolo di commissione di reati della medesima specie", circostanza tale, secondo il gip, "da fare ragionevolmente presumere la possibilità del ripetersi di simili azioni a fronte di una qualsivoglia condizione similare in cui l'indagata possa venirsi a trovare nelle usuali ed alterne vicende di vita".

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