Tragedia della Marmolada, anche Nicolò Zavatta vittima della tragedia. La conferma del Ris: ''I deceduti sono 11. Non ci sono elementi per pensare ad altri dispersi''
Qualche giorno fa il padre di Nicolò, Michele Zavatta, ha condiviso una foto del suo ragazzo sul seguitissimo gruppo Facebook “DoloMitici!” di cui il 22enne faceva parte. “Ventidue anni e il sogno di un vero alpinismo, ti hanno portato sui fianchi della Regina”

CANAZEI. Sei vittime identificate subito: tre veneti (Filippo Bari, Paolo Dani e Tommaso Carollo), una donna trentina (Liliana Bertoldi) e due turisti della Repubblica Ceca (Pavel Dana e Martin Ouda). A loro si aggiungono al macabro elenco le persone reclamate: le due coppie Davide Miotti ed Erica Campagnaro, Manuela Piran e Gianmarco Gallina, e il 22enne Nicolò Zavatta. Ora è arrivata la conferma che anche l'undicesimo disperso è morto sotto la valanga di domenica scorsa causata dal distacco di un enorme seracco, sulla Marmolada.
La tragedia, dunque, avvenuta sulla Regina delle Dolomiti pare concludersi, a quasi una settimana di distanza, con il ritrovamento di un resto dell'ultimo disperso che mancava all'appello. Il più giovane di quelli coinvolti in questo drammatico evento, Nicolò Zavatta, studente con la passione per la montagna che si trovava in quota assieme all’amico Riccardo Franchin, anche lui travolto dalla valanga di ghiaccio e detriti e ancora ricoverato all’ospedale Santa Chiara di Trento.
Di Zavatta invece non si era più saputo nulla ed era l'ultimo a figurare fra i dispersi. I genitori del ragazzo si sono recati a Canazei per il prelievo del dna, utile per un eventuale riconoscimento che a questo punto è avvenuto.
Qualche giorno fa il padre di Nicolò, Michele Zavatta, ha condiviso una foto del suo ragazzo sul seguitissimo gruppo Facebook “DoloMitici!” di cui il 22enne faceva parte. “Ventidue anni e il sogno di un vero alpinismo, ti hanno portato sui fianchi della Regina”, si legge nella didascalia dove si spiega che Nicolò si trovava sulla Marmolada per seguire un corso di sicurezza e salvamento in crepaccio, insieme alla guida alpina Paolo Dani. “Ti dobbiamo un favore – conclude il messaggio – quello di ricordarti così, risoluto nella tua vocazione tra queste rocce, ora felice per sempre”.
La conferma che non ci sono altri dispersi da trovare è arrivata da Canazei dal comandante del Ris di Parma Giampietro Lago: ''Posso confermare che abbiamo confermato tutte le vittime. Anche il soggetto che mancava all'appello rispetto alle famiglie richiedenti è stato identificato. Da un punto di vista di identificazione delle vittime possiamo dire di aver chiuso il cerchio in tempi molto rapidi e permane il numero a 11, come si ipotizzava. Ad oggi non ci sono elementi per poter pensare ad ulteriori soggetti interessati all'evento''.
Già negli scorsi giorni erano emersi i primi nomi: quello per esempio del 27enne Filippo Bari, che poco prima del distacco del seracco aveva scattato un selfie sulla Marmolada. In memoria del giovane, che lascia la compagna ed il figlio di 4 anni, gli amici del Comune di Malo, nel Vicentino, hanno organizzato anche una raccolta fondi . Un'altra delle vittime identificate è stato il 48enne Tommaso Carollo, di Thiene, sulla Marmolada il 3 luglio insieme alla compagna, rimasta ferita e ricoverata al Santa Chiara di Trento.
La valanga di ghiaccio e roccia ha travolto anche Paolo Dani, 52enne di Valdagno ed espertissima guida alpina che dal 2012 al 2020 è stato a capo del soccorso alpino di Recoaro-Valdagno. “Come può una tragedia già immensa diventare ancora più grande, a noi sta succedendo questo – avevano scritto i compagni dell'uomo –. Non riusciamo a crederci, è tanto dura realizzare che non ti rivedremo. Non ci dimenticheremo mai di te e ti penseremo sempre con il sorriso”.
Grande il lutto in tutto il Trentino poi per la morte di Liliana Bertoldi, la quarta vittima della tragedia sulla Marmolada ufficialmente riconosciuta. La 54enne di Levico Terme era molto conosciuta in Trentino per via del suo lavoro di ambulante ed era da poco diventata nonna per la seconda volta. La tragedia ha colpito Liliana proprio a due giorni di distanza dal suo compleanno ed il sindaco di Levico Terme Gianni Beretta l'ha voluta ricordare sottolineando “il vuoto enorme” lasciato dalla donna, “una persona solare, molto attiva e molto conosciuta. La notizia che fosse tra i dispersi aveva gettato nello sconforto, nella preoccupazione e nella tristezza tutti”.
Negli ultimi giorni sulla Regina delle Dolomiti sono stati recuperati ed identificati anche i corpi dei due turisti stranieri coinvolti nella tragedia, Martin Ouda, di 48 anni, e Pavel Dana, di 47. Entrambi erano turisti provenienti dalla Repubblica Ceca, entrambi padri di famiglia, e lasciano 6 bambini, oltre alle rispettive compagne.












