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| 12 set 2022 | 17:46

West Nile, aumentano i casi in Italia: in 3 mesi oltre 20 morti a causa delle infezioni. L'Iss chiede aiuto ai cittadini con l'App Mosquito Alert per tracciare le zanzare

Basta avere uno smartphone, scaricare l’app gratuita Mosquito Alert e inviare ai ricercatori foto di zanzare e di possibili siti riproduttivi dell’insetto (ad esempio tombini), ma anche segnalazioni delle punture ricevute, nonché interi esemplari dell’insetto

West Nile, aumentano i casi in Italia: in 3 mesi oltre 20 morti a causa delle infezioni

TRENTO. Dall'inizio di giugno, secondo i dati che sono stati forniti dall'Istituto Superiore di Sanità nel nostro Paese sono 386 i casi umani di infezione confermata di West Nile virus, con 22 decessi; il primo caso è stato in Veneto e prevalgono le segnalazioni al nord, ma se ne registrano anche più a sud come in Toscana ed Emilia-Romagna, nonché in Sardegna.

 

Ad oggi, in Trentino, secondo sempre il bollettino che viene emesso settimanalmente dall'Iss, non ci sono state infezioni ma l'attenzione rimane alta essendoci stati casi nei territori confinanti.

 

In queste ore proprio l'Iss ha chiesto ai cittadini una collaborazione per riuscire a monitorare le zanzare e i patogeni che possono trasmettere, come il virus West Nile, azione questa importante per la salute pubblica e per la sanità animale. Tutto questo può avvenire grazie anche a Mosquito Alert, l’app con cui i cittadini aiutano i ricercatori a tracciare le specie di zanzare presenti sul territorio.

 

Si tratta di un progetto di scienza partecipata (Citizen Science) - coordinato dal Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive dell’Università La Sapienza a cui partecipano l’Istituto Superiore di Sanità, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, il Museo delle Scienze (MUSE) di Trento e l’Università di Bologna - che coinvolge i cittadini nel monitoraggio delle zanzare.

 

Basta avere uno smartphone, scaricare l’app gratuita Mosquito Alert e inviare ai ricercatori foto di zanzare e di possibili siti riproduttivi dell’insetto (ad esempio tombini), ma anche segnalazioni delle punture ricevute, nonché interi esemplari dell’insetto.

 

Il tracciamento sarà indirizzato a tutte le specie di zanzara: sia quelle che hanno ampliato la loro distribuzione a seguito di fenomeni quali cambiamento climatico, globalizzazione e aumento degli spostamenti internazionali (specie invasive), sia quelle già presenti in origine sul territorio (specie autoctone), come la cosiddetta “zanzara comune” o “zanzara notturna” (Culex pipiens), responsabile della trasmissione del virus West Nile in Italia.

 

L’Italia è sempre al centro della ricerca scientifica sulle zanzare, che mai come ora vanno studiate con attenzione anche nel nostro paese. Con le loro fastidiose punture, infatti, le zanzare possono anche trasmettere malattie a uomo e animali.

 

Quest’estate, in Italia è stato registrato un forte aumento di casi del virus di West Nile rispetto agli anni precedenti. Questo virus viene normalmente trasmesso da zanzare a uccelli (e viceversa), e occasionalmente alcuni mammiferi come cavalli ed esseri umani possono essere infettati attraverso la puntura di una zanzara che a sua volta si è infettata pungendo un uccello malato.

 

La maggior parte delle persone infette non mostra alcun sintomo, mentre circa il 20% presenta sintomi leggeri: febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, sfoghi cutanei. Solo in rari casi, e prevalentemente nelle persone anziane, il virus produce seri problemi neurologici e può essere letale.

 

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