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Amministratore di sostegno usa i soldi dell'anziana invalida per pagarsi benzina, netflix e birra: condannato a 5 anni e 6 mesi di reclusione

La vittima è una donna anziana che si trova in una casa di riposo a Trento. All'uomo, oltre la reclusione, è arrivata anche la sanzione accessoria dell'interdizione perpetua dei pubblici uffici oltre all'impossibilità in perpetuo di contrattare con la Pubblica amministrazione

Di G.Fin - 07 dicembre 2023 - 21:16

TRENTO. Si è approfittato dell'anziana di cui era amministratore di sostegno e ogni mese all'arrivo dell'assegno di invalidità, le svuotava il conto usando i soldi per cambiarsi le gomme dell'auto, per tagliarsi i capelli, ma anche tante altre spese che nulla avevano a che fare con la povera 70enne che si trovava in Rsa e che era completamente all'oscuro di quello che stava accadendo.

 

Tra queste spese Netflix, Sky, Infinity tv, cibo a domicilio e numerosi ristoranti. Nessun ritegno. Soldi usati anche per pagarsi la spesa al supermercato, per il carburante e tanto altro. Il 50enne ha usato i soldi dell'anziana anche fuori dal Trentino, in autogrill, in birreria, in cartolibreria, il tutto sempre mentre la povera signora si trovava allettata, ed ignara di tutto, nella casa di riposo. Quasi 20 mila euro in totale.

 

Un piano triste, odioso messo in atto da un 50enne residente a Trento e che nelle scorse ore è stato condannato dal Tribunale Collegiale di Trento alla pena di 5 anni e 6 mesi di reclusione per il reato di peculato, in pieno accoglimento delle richieste del Pubblico Ministero, con condanna anche alla pena accessoria dell'interdizione perpetua dei pubblici uffici oltre all'impossibilità in perpetuo di contrattare con la Pubblica amministrazione.

 

Nell'udienza di oggi è stata ricostruita tutta l'indagine effettuata che ha comprovato i numerosi prelevamenti dai conti dell'anziana donna per scopi personali dell'amministratore o comunque non riconducibili alla donna, affetta, come detto, da gravi patologie e disabilità e dimorante in una Rsa senza nessuna possibilità di uscire dalla struttura.

 

E' emerso poi che l'amministratore non aveva provveduto al deposito dei rendiconti annuali sulla gestione del patrimonio, ai quali ogni amministratore di sostegno è tenuto per legge, e questo con il probabile fine di nascondere al controllo del Giudice la 'mala gestio' posta in essere.

 

L’uomo, che ha scelto di non partecipare al processo, non ha in nessun modo tentato di giustificare le sue azioni e non ha portato alcun testimone a proprio favore, rendendo di fatto ben ardua la difesa da parte del difensore d’ufficio, nominato a sua tutela.

 

LA VICENDA

Per capire quello che è successo bisogna fare passo in indietro. La vittima è una donna anziana che si trova in una casa di riposo a Trento. Nel 2016 il Giudice le aveva nominato un amministratore di sostegno, un uomo di 50 anni, anch'esso residente nel capoluogo, e che si presentava come una persona di animo nobile pronto ad aiutare volontariamente il prossimo. L'amministratore di sostegno è, come noto, una figura istituita per tutelare le persone che si trovano in una situazione di infermità e menomazione fisica o psichica e che sono impossibilitate a gestire i propri interessi, e che si deve quindi prendere cura di loro proprio per le loro fragilità.

 

Questo ruolo comporta però anche grandi responsabilità visto che quando è nell’esercizio di quelle funzioni, l’amministratore diventa un pubblico ufficiale e deve sempre rendicontare al Giudice la corretta gestione del patrimonio dell’amministrato.

 

Nessuno poteva immaginare che il 50enne, una volta nominato amministratore di sostegno, potesse fare ben altro che gli interessi della povera anziana.

 

I primi sospetti di quello che stava succedendo sono nati nei famigliari e negli operatori della Rsa dove è ospite la signora. Da qui la decisione di informare il giudice tutelare che c'era qualcosa di strano e la scelta di quest'ultimo di revocare la nomina di amministratore di sostegno al 50enne per avviare le opportune verifiche.

 

In sostituzione amministratore dell'anziana è stato nominato l'avvocato Nicola Zilio che ha immediatamente avviato, assieme alla Guardia di Finanza, i dovuti controlli sulle varie operazioni fatte sul conto della signora scoprendo una gestione a dir poco incredibile del suo patrimonio ed investendo della vicenda l’Autorità Giudiziaria.

 

 

 

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