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Belluno
13 dicembre | 12:20

Tutore giudiziale si appropria di centinaia di migliaia di euro destinati alla sorella (interdetta): condannato a tre anni per peculato

Protagonista della vicenda un 78enne, noto imprenditore bellunese: nel dicembre del 2019 era stato destinatario di un decreto di sequestro preventivo emesso dal Gip e negli scorsi giorni è infine arrivata la condanna per peculato del Tribunale di Belluno

Tutore giudiziale si appropria di centinaia di migliaia di euro destinati alla sorella (interdetta)
di Redazione

BELLUNO. Tutore giudiziale condannato a tre anni di reclusione per peculato: confiscati beni personali (tra immobili e disponibilità finanziarie) per oltre 300mila euro. Protagonista della vicenda, il cui epilogo è stato scritto negli scorsi giorni al Tribunale di Belluno dopo le indagini portate avanti dai finanzieri, un 78enne, noto imprenditore della zona, che nel corso degli anni ha sottratto centinaia di migliaia di euro alla sorella (interdetta nel 2008 e deceduta nel 2021), della quale come detto aveva la tutela legale.

Come ricostruito dalle autorità, l'uomo aveva svolto il suo incarico “adottando, fin da subito, una gestione del patrimonio gravemente negligente e sconsiderata” scrive la Guardia di finanza “sfociata nell'illecita condotta penale del reato di peculato” vista appunto la qualità di pubblico ufficiale del tutore dell'interdetto “in ciò avvalendosi anche della cooperazione della protutrice (figlia del condannato) la quale si era parimenti occupata della gestione del patrimonio”.

 

In qualità di tutore, l'uomo si era dapprima appropriato di 350mila euro spettanti alla sorella (l'eredità lasciata dal padre defunto) e, successivamente, di ingenti somme di denaro, sottratte dal conto corrente della tutelata per un totale di circa 86mila euro. Nel 2016 si era arrivato anche alla vendita di un immobile di famiglia (a Belluno) in comproprietà al 50% con la sorella, la cui somma ricavata è stata trattenuta per intero dal condannato, senza riversare alla tutelata la quota che le spettava.

 

“Lo stesso – dice la Guardia di finanza – ha rifuso le somme di denaro che doveva allo Stato dei danni arrecati e ha risarcito gli altri coeredi”.

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