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Bolzano
07 novembre | 10:49

Isolano e raggirano un 86enne per puntare al suo patrimonio, tre denunciati per circonvenzione di incapace: nei guai anche un avvocato di famiglia

I tre avrebbero conquistato la fiducia dell'anziana vittima con atteggiamenti affettuosi e premurosi, inducendolo a compiere numerosi bonifici, prelievi, procure, testamenti per un valore complessivo di circa 71.000 euro. L'avvocato di famiglia secondo gli inquirenti avrebbe fornito un contributo rilevante nella predisposizione di atti legali volti a consentire l’accesso al patrimonio dell’anziano ed è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Bolzano per le opportune valutazioni

Isolano e raggirano un 86enne per puntare al suo patrimonio, tre denunciati per circonvenzione di incapace
di Redazione

BRESSANONE. Una famiglia albanese composta da padre, madre e figlio è finita nel mirino dei carabinieri di Bressanone per aver raggirato un anziano di 86 anni, isolandolo dai suoi affetti e inducendolo a cedere loro gran parte del suo patrimonio.

 

I tre sono stati denunciati per circonvenzione di persona incapace, in concorso e aggravata da ingente danno patrimoniale.

 

L'indagine è partita lo scorso settembre, innescata dalle segnalazioni di conoscenti preoccupati per le condizioni dell'anziano, che viveva da solo, e gli inquirenti hanno ricostruito un piano criminoso ben orchestrato. 

 

Dalle indagini è emerso che gli autori avrebbero conquistato la fiducia della vittima con atteggiamenti affettuosi e premurosi, fingendosi parte della sua famiglia, fino a isolarlo dal suo contesto relazionale e a indurlo a compiere numerosi atti patrimoniali (bonifici, prelievi, procure, testamenti) a lui pregiudizievoli, per un valore complessivo di circa 71.000 euro. In particolare, la madre avrebbe svolto il ruolo di badante in nero” e, progressivamente, lo avrebbe convinto a trasferirsi presso la loro abitazione, con il chiaro intento di escluderlo dai rapporti sociali e familiari e renderlo così più facilmente manipolabile.

 

E’ stato inoltre accertato che l’anziano era stato indotto ad acquistare un’automobile e orologi di lusso Rolex, intestati al figlio indagato, con l’obiettivo di occultare la provenienza del denaro utilizzato e di fare in modo che, in caso di decesso, tali beni passassero direttamente agli autori della truffa senza destare sospetti.

 

Nel corso delle indagini, è emersa anche la figura di un avvocato di famiglia, che avrebbe fornito un contributo rilevante nella predisposizione di atti legali volti a consentire l’accesso al patrimonio dell’anziano. Il professionista è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Bolzano per le opportune valutazioni.

 

Grazie alla tempestiva attività investigativa dei carabinieri, svolta sotto la direzione della Procura della Repubblica di Bolzano nella figura del pm Igor Secco, è stato possibile interrompere le condotte delittuose e procedere al sequestro dei beni riconducibili agli indagati, impedendo l’ulteriore depauperamento del patrimonio della vittima.

 

I beni sequestrati, opportunamente assicurati e tutelati, sono stati consegnati nelle mani del neonominato tutore legale amministratore di sostegno dell’anziano, nominato su impulso dell’anzidetta Procura di Bolzano, al fine di garantire la corretta amministrazione e la salvaguardia del patrimonio personale.

 

“E’ nostro impegno costante proteggere le fasce più vulnerabili della popolazione – anziani, persone sole – da ogni forma di lavoro e sfruttamento. Invitiamo i cittadini a prestare particolare attenzione alle persone anziane, a fornire loro supporto e, in caso di sospetti di sfruttamento o abusi, a segnalare tempestivamente ogni situazione sospetta alle forze dell’ordine. L’Arma dei carabinieri continuerà a vigilare e a intervenire con determinazione per garantire che chi tradisce la fiducia di una persona fragile risponda pienamente delle proprie azioni”, ha detto il comandante dei carabinieri di Bressanone.

 

Per il principio di presunzione di innocenza, la colpevolezza delle persone sottoposte a indagine potrà essere accertata solo con sentenza definitiva di condanna. Il procedimento è tuttora nella fase delle indagini preliminari.

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