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| 27 ott 2023 | 12:13

"Attacchi" laser a elicotteri e aerei militari alla base di Aviano: i casi aumentano e scatta l'allarme delle autorità. Ecco i rischi

La segnalazione arriva direttamente dal 31st Fighter Wing, il gruppo di stanza alla base di Aviano: i casi di 'attacchi' laser in fase di decollo e di atterraggio sono in aumento, portando a maggiori rischi sia per il personale militare che per i civili che vivono nei dintorni della base

PORDENONE. Aumentano i casi di 'attacchi' laser contro i velivoli militari in fase di decollo ed atterraggio alla base Usaf di Aviano, l'allarme delle autorità militari: “Quando colpisce l'abitacolo di un mezzo, la luce si disperde e illumina istantaneamente la cabina, togliendo momentaneamente la visuale dei piloti”. Determinando, ovviamente, grandi rischi. A parlare è Miguel Gibson, manager della sicurezza per il 31st Fighter Wing, il gruppo di stanza alla base di Aviano: puntare un laser contro un velivolo può infatti sembrare uno 'scherzo' innocuo, ma in realtà pone grossi rischi sia ai piloti che alla comunità che vive nei dintorni della base. E gli 'attacchi' (in inglese, 'lasing') sono diventati un problema sempre più importante negli ultimi anni per l'aviazione.


In generale si parla di 'lasing' quando strumenti laser vengono puntati verso aeroplani, elicotteri o altri velivoli, causando come detto cecità temporanea e distrazioni potenzialmente molto rischiose, in particolare nelle delicate fasi di decollo e atterraggio. “I membri a bordo del velivolo – continua il sergente Gibson – possono riportare anche danni permanenti all'occhio se colpiti direttamente dal laser, a seconda della potenza dello strumento utilizzato”. E, come detto, gli episodi sono in crescita alla base di Aviano nell'ultimo anno, in particolare per quanto riguarda gli HH-60 Pave Hawk (elicotteri militari biturbina), che volano a velocità inferiori e a quote più passe rispetto agli F-16 Fighting Falcon.


“Nell'ultimo anno – aggiunge Gibson – abbiamo registrato 13 attacchi laser sui nostri mezzi, principalmente sugli HH-60. Educando la popolazione in merito ai pericoli rappresentati dal 'lasing' possiamo contribuire a prevenire incidenti mantenendo la sicurezza di tutti gli aviatori e della comunità, che è la nostra prima priorità”. Proprio per questo, l'ufficio sicurezza del 31st Fighter Wing sta lavorando insieme ai carabinieri ed all'Aeronautica italiana per mettere in campo una modalità di notifica alle forze dell'ordine della posizione di chi punta i laser contro i mezzi.


“Puntare dei laser ad un aeromobile – ha spiegato poi il comandante della stazione dei carabinieri Andrea Businello – è spesso classificato come un attacco alla sicurezza dei trasporti. L'articolo 432 del codice penale specifica come chiunque metta in pericolo la sicurezza dei trasporti via terra, acqua o aria sia punito con la reclusione tra 1 a 5 anni. Se il gesto provoca poi un disastro, la pena aumenta tra i 3 ed i 10 anni”.

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