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| 28 feb 2023 | 12:52

Colpito da meningite, per i medici non c'è più nulla da fare per il 17enne: avviate le procedure per dichiarare la morte cerebrale

Per i medici non c'è purtroppo più nulla da fare per il giovane colpito da meningite negli scorsi giorni. Avviata la procedura per dichiarare la morte cerebrale del 17enne di Tezze sul Brenta

Colpito da meningite, per i medici non c'è più nulla da fare per il 17enne
di Redazione

BASSANO DEL GRAPPA. Sarà dichiarata la morte cerebrale del 17enne colpito da meningite da meningococco di tipo B. Per i medici sono, purtroppo, finite le speranze per il giovane di Tezze di Brenta, ricoverato nella notte tra sabato 25 e domenica 26 febbraio scorso all'ospedale di Bassano del Grappa dopo il malore e la positività alla malattia (Qui articolo).

 

La sintomatologia, con vomito e febbre con il progressivo peggioramento della salute nonostante l'assunzione di anti-infiammatori somministrati dai genitori, aveva subito messo in allerta i medici; i sospetti erano stati poi confermati dagli esami, la diagnosi è stata immediata ma il ragazzo era già molto grave. A seguito degli accertamenti, le autorità sanitarie dell'Ulss 7 Pedemontata hanno subito dato il via alle indagini per ricostruire gli spostamenti e i contatti recenti del giovane.

 

Le condizioni del 17enne sono apparse fin da subito disperate. Ricoverato nel reparto di rianimazione, il personale sanitario si è adoperato con tutte le forze per invertire il decorso o, almeno, a stabilizzare il quadro clinico, ma il giovane è sempre rimasto estremamente grave e non è mai migliorato. Speranze che si sono spezzate oggi, martedì 28 febbraio. E' stata attivata verso mezzogiorno la procedura di osservazione di 6 ore, come previsto dalla legge: successivamente verrà dichiarata la morte cerebrale. 

 

Una vicenda che ha colpito la comunità, gli amici del giovane di Tezze, accompagnati dal sindaco Luigi Pellanda, nelle scorse ore avevano chiesto ai medici di poterlo vedere e il personale sanitario aveva acconsentito, in accordo con la famiglia, alla visita nel reparto di rianimazione.

 

A seguito degli esami, l'Ulss 7 Pedemontana aveva avviato la profilassi antibiotica per bloccare gli effetti di un possibile contagio, una procedura che ha coinvolto oltre 200 persone tra i familiari, i compagni di scuola, gli insegnanti e la squadra di basket, compresa la formazione avversaria, allertata dall'Ulss 2 Trevigiana

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