Contenuto sponsorizzato
| 27 apr 2023 | 11:58

Cori sul duce e contro Anna Frank, poi l’aggressione: tra gli imputati di Casapound anche un trentino. Vittima del pestaggio il parlamentare Arturo Scotto

A capodanno il parlamentare Arturo Scotto venne aggredito da un gruppo di militanti di Casapound, per le violenze di quella notte sono finiti a processo Tommaso Bellavite e il trentino Luca Travaglia. Il deputato: “Il risarcimento dovrà servire per aiutare le giovani generazioni a rinnovare e onorare la memoria di chi è stato vittima della barbarie nazifascista”

Cori sul duce e contro Anna Frank, poi l’aggressione: tra gli imputati di Casapound anche un trentino
di Tiziano Grottolo

TRENTO. È la notte di capodanno del 31 dicembre 2020 quando in piazza San Marco a Venezia passa un gruppetto di circa 8 persone che inneggiano al duce. A quel punto una famiglia chiede ai giovani di smettere ma la risposta è una raffica di calci e pugni.

 

La vittima dell’aggressione è Arturo Scotto, già coordinatore di Articolo 1 e recentemente eletto in Parlamento nella lista del Partito Democratico, che si trovava a Venezia assieme alla moglie (pure lei raggiunta da un calcio) e al figlio 14enne. Non solo, perché persino un giovane di origine moldava intervenuto in soccorso della famiglia del deputato era stato malmenato. “Gli aggressori si sono coperti il volto e poi si sono dileguati, come dei vigliacchi”, ricorda sempre Scotto.

 

Come riferisce il parlamentare il gruppetto di neofascisti scandiva cori del tipo “il duce scende dalle stelle”, “Anna Frank l’abbiamo messa nel forno” e altre oscenità simili. Dopo l’aggressione Scotto aveva sporto denuncia e grazie alle telecamere presenti in zona è stato possibile riconoscere almeno due dei giovani coinvolti: si tratta del veronese Tommaso Bellavite e del trentino Luca Travaglia, anche noto come “Tosco”.

 

Entrambi sono due militanti di Casapound, il partito di estrema destra che è salito alla ribalta delle cronache più per le violente aggressioni che per i risultati elettorali. In particolare Travaglia è stato molto attivo fra Trento e l’Alto Garda avendo frequentato le sedi di Cpi de “il Baluardo” e “Il Faro” a Riva del Garda.


Recentemente, quella che doveva essere la prima udienza del processo che vede imputati Bellavite e Travaglia per il reato di “lesioni volontarie aggravate da motivi abbietti e futili e dal numero delle persone” è stata posticipata a ottobre. Nel frattempo però gli avvocati dei militanti di Casapound hanno chiesto la messa in prova per i propri assistiti, di fatto ammettendo la gravità del reato. I due potrebbero cavarsela con una lettera di scuse e un risarcimento.

 

Dal canto suo Scotto, tramite l’avvocato Antonio Giliano Russo, ha fatto sapere che l’eventuale risarcimento sarà devoluto all’Anpi e all’Istituto per la storia della Resistenza, magari proprio acquistare copie del diario di Anna Frank da diffondere nelle scuole. “Quei soldi – precisa Scotto – dovranno servire per aiutare le giovani generazioni a rinnovare e onorare la memoria di chi è stato vittima della barbarie nazifascista”.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 07 agosto | 15:34
La struttura, del peso di mille tonnellate, è stata traslata nella posizione definitiva, sopra il vecchio attraversamento fluviale, mediante [...]
Cronaca
| 07 agosto | 15:01
Andrea De Filippo, 51enne di Auronzo di Cadore deceduto a causa della sclerosi laterale amiotrofica (Sla), ha voluto lasciare il suo ultimo [...]
Cronaca
| 07 agosto | 14:30
I 60 scout erano presenti in una baita e fortunatamente non hanno corso alcun pericolo, le operazioni di sgombero hanno consentito di ripristinare [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato