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| 26 mar 2023 | 17:35

L'urlo ''fascista'' e poi l'aggressione al figlio di Emilio Giuliana, parla il Centro Sociale: ''Ha provocato e provato a tirare un pugno a un compagno ma è tornato a casa con due presi''

Ecco la versione dell'altra campana nella vicenda dell'aggressione al figlio sedicenne di Emilio Giuliana. La versione, lo premettiamo, di chi a nostro parere resta dalla parte del torto. Non basta cercare di sminuire o di buttare la palla in tribuna spiegando che anche l'altro aveva provocato. Chi usa la violenza sbaglia sempre e ci penserà la magistratura a stabilire in quale misura e con quali conseguenze

L'urlo fascista'' e poi l'aggressione al figlio di Emilio Giuliana

TRENTO. La campana di chi è andato in questura a denunciare l'accaduto è stata sentita da tutti i media ed è stata unanime la condanna per l'aggressione violenta avvenuta in lungadige Apuleio. Prima, infatti, ci sarebbe stata un'aggressione verbale al grido di ''fascista'' e poi quella fisica. Un'aggressione durata pochi secondi con una serie di colpi messi a segno da quello che veniva descritto come un trentenne contro il figlio dell'ex consigliere comunale della Fiamma Tricolore, Emilio Giuliana. Poi l'auto che si allontana e il giovane che fotografa la targa del mezzo e che con il padre va a sporgere denuncia.

 

In queste ore è emerso che quello che doveva essere un trentenne è in realtà un 23enne frequentatore del Centro Sociale Bruno, identificato dalle forze dell'ordine che ora dovrà rispondere per le lesioni cagionate al 16enne tifoso del Trento che domenica 19 marzo è stato aggredito mentre tornava a casa. Ed oggi arriva anche la posizione dello stesso Centro Sociale Bruno: ''Apprendiamo dai media locali e nazionali il solito piagnisteo della destra locale. Secondo le fantasiose ricostruzioni, un trentenne appartenente al Centro Sociale Bruno avrebbe aggredito un ragazzo senza alcun motivo, se non quello di essere figlio dell’ex consigliere comunale Emilio Giuliana, noto antisemita ed esponente della galassia neofascista trentina. Per noi la questione è finita nell’esatto momento in cui è cominciata: un provocatore ha iniziato ad aggredire, provando a scagliare un pugno contro un compagno altrettanto giovane (e decisamente lontano dai 30 anni), per poi tornare da papà a farsene medicare due. Nessun agguato e nessuna premeditazione, al punto che nemmeno il nostro giovane compagno sapeva chi fosse il provocatore. Solo una volta uscita la loro mistificazione dei fatti, ne abbiamo scoperto l’identità''.

''Non possiamo che interrogarci su come la stampa abbia potuto descrivere il “povero sedicenne” come un semplice ragazzino interessato solo a studiare - proseguono dal Centro Sociale - estraneo a qualsiasi ambiente politico e vittima innocente, quando sarebbe bastata una immediata ricerca per capire che qualcosa non torna nella loro narrazione. Siamo invece consapevoli dell’operazione che la destra al governo, aiutata dai suoi scagnozzi da cui finge goffamente di smarcarsi, sta compiendo: dopo l'aggressione fascista agli studenti di Firenze, mai condannata da Meloni & Co, segue come da tradizione il tentativo di annacquare e insabbiare il tutto, pescando dal cappello fatti inventati o appositamente strumentalizzati a loro uso e consumo''.

 

Strumentalizzati o meno resta, come ammettono anche dal Centro Sociale nella loro ricostruzione, uno scontro violento che c'è stato, con il ragazzo che ha preso quelli che loro definiscono ''due pugni'' e quindi è stato vittima dell'aggressione. Non basta cercare di sminuire o di buttare la palla in tribuna spiegando che anche l'altro aveva provocato. Chi usa la violenza ha sempre torto e ci penserà la magistratura a stabilire in quale misura e con quali conseguenze

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