Covid, rimane l'obbligo di mascherine in Rsa e nei reparti con pazienti più fragili: il Ministro della Salute firma una nuova ordinanza
Negli altri reparti la decisione spetterà alle varie Direzioni sanitarie. La nuova ordinanza ha validità fino al 31 dicembre di quest'anno E' rimessa alle direzioni anche "La decisione sull’esecuzione di tampone diagnostico per infezione da Sars-CoV-2 per l’accesso ai Pronto soccorso"

TRENTO. “Ho firmato l’ordinanza che limita l’obbligatorietà delle mascherine negli ospedali ai reparti a maggior intensità di cura e con i pazienti più fragili oltre alle Rsa”. A dirlo nelle scorse ore è stato il ministro della Salute, Orazio Schillaci.
“Questo – ha spiegato - testimonia che finalmente stiamo uscendo da questa terribile pandemia che ha limitato le nostre vite negli ultimi tre anni e confido molto che il prossimo 20 maggio anche l’Oms dichiari la fine della pandemia”. Il ministro ha spiegato che l'intero sistema è pronto in caso di nuove emergenze a intervenire tempestivamente.
Per quanto riguarda le mascherine, infatti, le misure adottate erano in scadenza il 30 aprile. Dall'1 maggio l'obbligo di indossare la mascherina negli ospedali resterà valido solo "all'interno dei reparti che ospitano pazienti fragili, anziani o immunodepressi, specialmente se ad alta intensità di cura".
Nell'articolo 1 dell'ordinanza, infatti, viene specificato che “è fatto obbligo di indossare dispositivi di protezione delle vie respiratorie ai lavoratori, agli utenti e ai visitatori delle strutture sanitarie all’interno dei reparti che ospitano pazienti fragili, anziani o immunodepressi, specialmente se ad alta intensità di cura, identificati dalle Direzioni Sanitarie delle strutture sanitarie stesse. L’obbligo è esteso ai lavoratori, agli utenti e ai visitatori delle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali, comprese le strutture di ospitalità e lungodegenza, le residenze sanitarie assistenziali, gli hospice, le strutture riabilitative, le strutture residenziali per anziani, anche non autosufficienti, e comunque le strutture residenziali di cui all’art. 44 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017”.
Rimane quindi a discrezione della singole direzioni sanitarie decidere per quanto riguarda gli altri reparti. Stessa discrezionalità anche per gli ambulatori medici. Nel documento firmato da ministro, infatti, viene specificato che “resta alla discrezione dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta”.
Viene inoltre aggiunto che “La decisione sull’esecuzione di tampone diagnostico per infezione da Sars-CoV-2 per l’accesso ai Pronto soccorso è rimessa alla discrezione delle Direzioni Sanitarie e delle Autorità Regionali”.
L'ordinanza firmata nelle scorse ore dal ministro sarà valida dal primo maggio al 31 dicembre 2023.

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