Dagli scarti di Vaia nasce in Trentino la più grande aquila in legno d'Europa: ecco l'ultima opera di Marco Martalar
“L'Aquila Vaia di Marcesina” sorge nell'omonima località nel territorio comunale di Grigno, in Valsugana, per ricordare la tremenda catastrofe forestale sulla piana di Marcesina: con i suoi 7 metri di altezza e 5 di lunghezza, e un peso di 1.600 chilogrammi, è la più grande aquila in legno d'Europa

TRENTO. Un'enorme aquila in legno che spiega le sue ali verso l'orizzonte, guardando i luoghi che tra l'ottobre ed il novembre 2018 hanno subito la furia della tempesta più devastante degli ultimi decenni: a Marcesina Barricata, nel territorio comunale di Grigno in Valsugana, è stata completata l'ultima opera dello scultore Marco Martalar, l'Aquila Vaia di Marcesina.
A darne notizia sui social è lo stesso scultore, autore in Trentino di opere di grandissimo successo (realizzate, come nel caso dell'Aquila Vaia di Marcesina, con gli scarti di legno della tempesta) come il Drago Vaia (Qui Articolo) e la Lupa del Lagorai (Qui Articolo). Si tratta di una tecnica che nasce per simboleggiare il concetto di morte e decomposizione, aveva spiegato l'artista a il Dolomiti: “Il legno che ho utilizzato non è stato trattato e nel corso del tempo, magari fra 15 o 20 anni, l'opera sparirà dopo esser mutata a causa degli agenti atmosferici”.
In tutti i casi si tratta comunque di rappresentazione mastodontiche (e molto instagrammabili), la cui installazione ha portato grandi flussi turistici nelle varie zone di riferimento. Con i suoi 7 metri di altezza e 5 di lunghezza, e un peso di 1600 chilogrammi, l'ultima opera di Martalar “è la più grande aquila in legno d'Europa” dice lo scultore, commissionata dall'amministrazione del Comune di Grigno per ricordare la tremenda catastrofe forestale sulla piana di Marcesina (“luogo del più grande cantiere forestale d'Europa”).
L'aquila simbolo del Trentino, conclude Martalar: “Rappresenta forza e libertà ma anche la forza della natura che qui con la tempesta Vaia si è scatenata con enorme aggressività e potenza”. Per realizzare l'Aquila Vaia l'artista ha utilizzato 1.800 viti, 100 metri di tavole e murali in larice coperti con 1.500 pezzi di radici e altro materiale (raccolti nelle immediate vicinanze del sito).












