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Dagli alberi distrutti da Vaia il drago in legno più grande d'Europa a Lavarone, lo scultore: “L'opera muterà nel tempo fino a decomporsi”

L'opera, realizzata a Lavarone dallo scultore veneto Marco Martalar, è alta più di 6 metri e lunga 7. Il sindaco Isacco Corradi: “Fa parte di un progetto di valorizzazione del legno dell'Avez del Prinzep e dei boschi colpiti da Vaia”

Di Filippo Schwachtje - 16 novembre 2021 - 17:11

LAVARONE. Un drago scruta i boschi dell'Alpe Cimbra da Lavarone: ultimata da pochi giorni l'opera dello scultore veneto Marco Martalar, nata per valorizzare l'Avez del Prinzep gli alberi distrutti da Vaia. E' sicuramente “il drago in legno più grande d'Europa” racconta a il Dolomiti, l'autore: “Per realizzare l'opera ci sono volute 3.000 viti e 2.000 pezzi di scarti di arbusti abbattuti dalla furia della tempesta”.

 

Martalar ha iniziato a lavorare al drago nei primi giorni d'ottobre e, dopo poco più di un mese, tre giorni fa ha sistemato l'ultimo pezzo di legno. “E' alto 6 metri e lungo 7 – racconta lo scultore – da un paio d'anni sto lavorando intensamente utilizzando questa tecnica, che prevede una struttura interna, una sorta di scheletro, in legno sul quale poi viene fissato il materiale di recupero di Vaia”.

 

L'iniziativa affonda però le sue radici nei progetti del Comitato valorizzazione Avez del Prinzep, l'abete bianco più alto d'Europa morto proprio a Lavarone nel novembre del 2017. “L'idea era inizialmente quella di voler ridare vita allo storico albero – spiega ancora Martalar – e ora si sta puntando alla realizzazione di un percorso artistico che parla della convivenza con la natura”.

 

Il percorso, chiamato “Lavarone green land”, vede proprio nel drago realizzato dallo scultore veneto il punto di partenza e conclusione. “L'obiettivo del Comitato – dice il sindaco di Lavarone Isacco Corradi – è quello di valorizzare, oltre al Prinzep, anche il materiale dei boschi in generale, fornendo a cittadini e turisti un percorso tematico in ottica green. In questo contesto il drago è simbolo dell'inizio di tutto visto che, nel racconto sul quale si basano le varie opere (che, oltre al drago, prevedono altre 5-6 installazioni a gioco), ha creato il mondo in un sogno, svegliandosi però dopo aver capito che l'uomo non era in grado di convivere con la natura e provocando il disastro di Vaia”. Alla fine di “Lavarone green land” comunque (che partirà poco distante dall'arrivo della seggiovia), assicura il sindaco, la riconciliazione tra natura e umano sarà possibile grazie all'intervento di un altro personaggio.

 

Oltre al drago a Lavarone, Martalar ha scolpito negli ultimi anni diverse altre opere in Italia (dall'Altopiano di Asiago a Padova fino a Venezia) e all'estero (in Finlandia). “La mia filosofia – spiega però lo scultore – è legata al concetto naturale di morte e decomposizione. Il legno che ho utilizzato non è stato trattato e nel corso del tempo, magari fra 15 o 20 anni, l'opera sparirà dopo esser mutata a causa degli agenti atmosferici”.

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