Diga del Vanoi, il Movimento 5 Stelle interroga il ministro dell'Ambiente: "Non lasceremo che si mettano a rischio la vita e la sicurezza di interi territori"
Nei giorni scorsi, in collaborazione con il consigliere provinciale Alex Marini, l’ex sottosegretaria all’ambiente e deputata Ilaria Fontana, ha elaborato un’interrogazione da rivolgere al ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica Pichetto Fratin per approfondire gli aspetti attinenti alle procedure di valutazione ambientale

TRENTO. “Il M5S ritiene che l’eventuale diga sul Vanoi porrebbe problematiche enormi e che si debba fare tutto il possibile per evitare disastri dettati dalla faciloneria e dalla cupidigia di certi politici e dei loro danti-causa economici”. A dispetto dei toni conciliatori e rassicuranti usati da Maurizio Fugatti e da Mario Tonina la vicenda della diga del Vanoi continua essere al centro di uno scontro politico importante.
Nei giorni scorsi, in collaborazione con il consigliere provinciale Alex Marini, l’ex sottosegretaria all’ambiente e deputata Ilaria Fontana, ha elaborato un’interrogazione da rivolgere al ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica Pichetto Fratin per approfondire gli aspetti attinenti alle procedure di valutazione ambientale (4/01488), che riguarda la diga del Vanoi.
“Le affermazioni pronunciate nell’aula del Senato il 20 luglio scorso – spiega in una nota - da parte ministro delle infrastrutture Salvini non sono state rassicuranti per coloro che abitano nei territori nei quali si vorrebbe erigere l'opera di sbarramento. Il leghista che presiede la cabina di regia ministeriale per la selezione delle opere nel settore idrico ha detto che il progetto per la realizzazione della diga di Vanoi potrà essere valutato dal Ministero all’interno di quell’ambito. Salvini ha però indirettamente esplicitato le proprie intenzioni rispetto alla diga del Vanoi, citando orgogliosamente un'altra opera, la diga di Vetto sull'Appennino reggiano, per la cui progettazione sono stati stanziati 3 milioni di euro”.
Il M5S punta il dito contro il “silenzioso assenso del presidente Fugatti, messo a tacere dalle posizioni di questi suoi 'fratelli maggiori' in salsa leghista”. L'area su cui si vorrebbe realizzare l’opera è inserita nella Carta di sintesi della pericolosità della provincia di Trento in una classe di elevato pericolo. Il M5S ha chiesto di sapere se siano state depositate richieste di valutazione di impatto ambientale statale per la progettazione dell'invaso. Ha chiesto inoltre quali iniziative abbia messo in atto il Ministero per assicurare il più corretto iter procedurale circa il progetto in questione, nonché il coinvolgimento delle amministrazioni e delle autorità competenti, come la provincia autonoma di Trento, nel rispetto delle prerogative che lo Statuto di autonomia del Trentino-Alto Adige le riconosce.
“Il tema dell’acqua e della sua tutela è fondamentale per il futuro del Trentino e di tutto il Paese. Questo non significa però che si possa costruire ovunque, specie in aree a grande rischio di franosità come la Val Cortella. In Italia e in Veneto abbiamo già avuto tragedie dettate dalla cupidigia e dalla noncuranza, ad esempio quella della diga del Vajont. Il M5S non ha alcuna intenzione di permettere che la faciloneria e l’arroganza di alcuni frequentatori della politica mettano a rischio la vita e la sicurezza di interi territori”.












