Caro Amico, "mi" scrivo. Torno a raccontare la mia amata atletica, stavolta per Sky, l'emozione è tanta: Nadia Battocletti e una grande Italia pronte a brillare agli Europei di Birmingham

"Caro Amico, mi scrivo (addosso), così mi distraggo un po'"!
Quell'Amico sono "io" di me stesso e raramente - quasi mai - sono abituato ad esternare in un articolo realmente ciò che penso: non è o meglio non sarebbe il mio lavoro o, meglio ancora, il mio mestiere!
Solo che sto per cominciare un'avventura nuova, alla non più verdissima età di ... sessantasette; appena compiuti dai: così mi sembran meno!
Sono in corso da poco e stan per cominciare fra poco le due manifestazioni-clou dell'anno dei due sport olimpici principali, nuoto ed atletica, i loro Campionati europei.
Per il primo la parte non in vasca, la parte più di nicchia e di minori visibilità e popolarità, ha lanciato Chiara Pellacani.
Fra Parigi ed il suo assai popoloso sobborgo di Saint-Denis (quasi centocinquantamila anime) - si sono svolti o si stanno concludendo nuoto artistico (l'ex sincronizzato), tuffi (anche quelli dalle grandi altezze, venti metri per tutti adesso, sia donne che uomini) e nuoto di gran fondo (o in acque libere o di maratona, con le varie denominazioni, diverse nelle varie lingue).
Si chiamano Campionati europei delle discipline acquatiche. Fra loro manca solo la pallanuoto che ha un campionato europeo a sé stante (i mondiali no, ovviamente nemmeno i Giochi olimpici che due anni fa si svolsero dalle stesse parti).
Sta per cominciare la disciplina più popolare fra quelle acquatiche, il nuoto in corsia, come viene definito, il più storicamente e tradizionalmente olimpico.
Ma per l'Italia, ribadisco, rimarranno gli Europei di Chiara Pellacani: per sé e per altri assieme a lei cinque-medaglie-d'oro-cinque in altrettante gare da lei disputate, nessuno in cuffia idealmente azzurra la potrà eguagliare e adesso la tuffatrice romana si sta proponendo per un piccolo e sfizioso dualismo storico che sta tutto in un quesito: chi è stata e chi in futuro sarà la più grande azzurra di sempre, Tania Cagnotto oppure Chiara Pellacani?
Per ora ovviamente la prima che ha conquistato medaglie olimpiche e titolo e medaglie mondiali, ma è stata la stessa bolzanina ad indicare Chiara come sua erede... Per il nuoto in vasca o in corsia l'Italia ha uno squadrone prontissimo a fare un figurone, comunque! Anche senza toccare lo scettro di Chiara.
Idem, sullo squadrone, si può dire per l'altra super-disciplina olimpica che sta per cominciare, l'atletica: l'Italia è altrettanto pronta a fare un figurone. E occorre tenere presente che, sia per l'atletica che per le discipline acquatiche, nel 2026 nel Vecchio Continente assolutamente niente di più prestigioso c'è, contrariamente a quanto accade nell'anno bisestile che ha sì anche gli Europei, ma soprattutto i Giochi olimpici e così i primi finiscono per essere succursale meno esaltante dei secondi...
Ma perché ho esordito scrivendo a me stesso?
Semplicemente perché torno a fare le (amate) telecronache, dell'atletica. Stavolta niente Ente di Stato, ma Sky Sport; sarà un modo nuovo di raccontare l'evento sportivo che sarà a Birmingham, in Inghilterra, che mi tiene lievissimamente sotto scacco dal punto di vista emotivo.
Fra le novità che ci sono nel mio dopo-Rai anche un articolo come questo per "Il Dolomiti" che, ai tempi, non avrei potuto scrivere e adesso invece sì.
Mi piacciono i compagni di viaggio nel nuovo racconto: Nicola Roggero alla telecronaca, Stefano Baldini alla consulenza ipertecnica e Federica Frola alle interviste.
Per diversi anni, l'avevo anche dichiarato anni fa in un'intervista col giornalista Gianni Romeo (per una vita alla Stampa, ma quell'intervista andò sulla rivista federale, la Fidal), dicevo a me stesso che mi sarebbe piaciuto fare almeno una telecronaca in coppia con Nicola. Gli appassionati o molti fra loro - l'ho anche detto fra il serio ed il serio in dichiarazioni pubbliche - sono convinti che litigheremo e probabilmente accadrà - ho raccontato - ma vedremo che ciò accada solo fuori-onda...
La cosa che mi conforta parecchio è che la voce tecnica sarà sì di un altro Stefano, ma mai invadente ed invasiva come quella precedente con forte inflessione romana; questa dell'emiliano Baldini è decisamente più competente su tutta l'atletica, non si ferma alla parte rapida di questo sport. E ancor di più, essendo quello anche ricompensato dalla federazione, la cui presidenza non mi ama, è che non ci sarà mai l'impressione - mia - di un qualche piccolo agguato oppure che quel che io dirò sia immediatamente riportato al "capataz"... Tutto qui e visto che mi sono scritto addosso è anche troppo!
Rimane il fatto che ci sarà da parlare per una settimana per tante ore al giorno anche di una squadra italiana, che potrà e dovrebbe essere prima nel medagliere, quella classifica nemmeno ufficiosa che in linea teorica interessa relativamente poco alle varie federazioni, ma in realtà fa gola a chiunque!
C'è un atleta dell'atletica che si propone di fare la Chiara Pellacani? Nessuno, nell'atletica è assai più difficile primeggiare in più discipline, ma una persona in effetti c'è ed è la mezzofondista Nadia Battocletti. La trentina di Cavareno, in valle di Non, si propone di fare il bis del bis di due anni fa. Allora i titoli europei dei cinquemila e diecimila metri. Tenendo presente che far doppietta europea nell'anno non olimpico è molto più prestigioso, per Nadia sarebbe un ulteriore trampolino (toh, guarda!) verso la probabile consacrazione di carriera che dovrà arrivare dai Giochi olimpici di Los Angeles 2028.













