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| 05 agosto | 11:17

Un tuffo nella storia per Chiara Pellacani: il quarto oro agli Europei è da record e manca ancora una gara. Il confronto con Tania Cagnotto che avrà l'apice ai Giochi di Los Angeles

Un tuffo nella storia per Chiara Pellacani: il quarto oro agli Europei è da record e manca ancora una gara
DAL BLOG
Di Franco Bragagna - 05 agosto 2026

E quattro e allora si scomoda la storia, per Chiara Pellacani.

 

 

Sì, sarà anche frase fatta, ma è fatta proprio su misura per lei: mai nessuna tuffatrice è riuscita a vincere quattro titoli in un'unica edizione dei campionati europei di discipline acquatiche, nei tuffi in questo caso.

 

A ventitré anni, per i ventiquattro è "rimandata" a settembre, fra poco più di un mese, la romana completa il poker e le manca ancora una "mano" di gioco.

 

A Saint-Denis, nell'impianto dei Giochi olimpici di Parigi 2024, la tuffatrice allenata da Tommaso Marconi ha vinto prima la gara a squadre miste di questi europei assieme a Matteo Santoro, Raffaele Pelligra Sarah Jodoin Di Maria. Poi due giorni dopo nel giro di un paio d'ore prima la gara di sincronizzato dal trampolino di tre metri per coppie miste con Matteo Santoro, infine - dominandola - la gara individuale del trampolino da un metro.

 

Col romano Matteo Santoro, 19 anni, come lei studente all'università in Florida, a Miami, cresciuto nella stessa società della capitale, la Mr Sport (tutta di ex tuffatori, Domenico Rinaldi e i tre fratelli Marconi, Nicola, Maria e Tommaso), sono anche campioni del mondo dallo scorso anno a Singapore.

 

Ai precedenti europei dello scorso anno, in primavera ad Antalia in Turchia, evento di soli tuffi che si alterna a quello di tutte (tranne la pallanuoto) le discipline acquatiche, avevan perso l'oro per tre centesimi. Gli europei di soli tuffi hanno un pizzico di prestigio e rinomanza in meno, anche perché la manifestazione in corso è il clou di tutta la stagione, non essendoci mondiali o Giochi olimpici.

 

A questi europei a Chiara Pellacani è arrivato, dopo i primi tre, l'oro individuale dal trampolino di tre metri, il più prestigioso perché assieme alla piattaforma è la specialità più antica e perché è specialità olimpica. Pellacani nella stessa piscina finì quarta due anni fa ai Giochi.

 

Adesso a Saint-Denis, periferia della capitale francese, le manca solo la sua ultima gara, altra disciplina olimpica, quella dei tuffi sincronizzati dal trampolino di tre metri in cui gareggerà in coppia con la veronese Elisa Pizzini, quinta e quarta nelle sue due gare individuali dal trampolino (uno e tre metri). Insomma, per la storia per Chiara Pellacani..."si può dare di più", ancora.

 

Adesso il quesito è sulla bocca di tutti e consente ai tuffi, sport di nicchia, di balzare agli onori della cronaca del Belpaese: più brava per la storia Tania Cagnotto oppure Chiara Pellacani? Analogie, non troppe: tutte e due sono delle Fiamme gialle e quasi quasi ci si ferma lì. Fra casa dell'una e dell'altra ci sono seicento e più chilometri, romana Chiara, bolzanina Tania. I pignoli, io fra quelli, obiettano che per quasi tutta la carriera di Tania le gare possibili per i tuffatori erano di meno, adesso coi tuffi sincronizzati di genere e quelli misti si arriva per ogni atleta a dieci gare possibili.

 

Tania in carriera ebbe l'onore ed anche l'enorme emozione di gareggiare per le prime due edizioni degli europei di soli tuffi (2009 e 2011) a Torino davanti agli occhi della nonna, la mamma di papà Giorgio.

 

Nel 2016 a Londra, agli europei di discipline acquatiche (era l'anno dei Giochi di Rio de Janeiro che le avrebbero dato il bronzo individuale e l'argento nel sincronizzato, in coppia con Francesca Dallapè), Tania quasi riuscì nell'impresa dei quattro ori: ne vinse tre e finì seconda con l'altro bolzanino Maicol Verzotto nei sincronizzati misti da tre metri.

 

Quindi in una sola edizione di europei, la romana è certamente davanti e adesso le manca l'ultima gara in coppia con Elisa Pizzini: è l'altra specialità olimpica dove due anni fa ai Giochi concluse al quarto posto, in coppia con la lombarda Elena Bertocchi.

 

Fra due anni, conclusi i Giochi di Los Angeles, si potrà ancora giocare sul testa-a-testa e sul quesito "meglio Tania Cagnotto o Chiara Pellacani?" oppure viceversa: non potrà che guadagnarne, quanto a popolarità, quest'affascinante disciplina.

 

Ulteriori grandi successi della tuffatrice romana potranno portare in piscina e sui trampolini tanti altri ragazzini. E intanto va avanti la saga dei tuffi italiani, che a lungo fu anche saga di famiglie. Sembra ieri quando il grande e divertente giornalista torinese Gian Paolo Ormezzano, tifosissimo del Toro e notoriamente anti-Juve, raccontava al mondo la sua gag.

 

"Gpo", come talvolta firmava in sigla i suoi articoli, era grande appassionato e anche praticante di nuoto e tuffi, praticante più del primo che dei secondi. Era, Ormezzano, amico di Lino Quattrìn, lo zio e allenatore di Giorgio (o Franco, come c'è scritto sulla carta d'identità, quello il suo vero nome, ma in realtà chi l'ha mai chiamato così? In pochi).

 

Ormezzano era solito bearsi nel racconto di una delle sue tante "gag", quella su Klaus Dibiasi e Giorgio/Franco Cagnotto. Ai Giochi di Monaco di Baviera, nel '72, arrivarono primo e terzo dalla piattaforma di dieci metri (oro Dibiasi, bronzo Cagnotto) e qualche giorno prima secondo e quarto (Cagnotto e Dibiasi) nel trampolino dei tre metri. Il torinese Cagnotto venne sconfitto per l'oro per meno di due punti e mezzo dal sovietico Vladimir Vasin, il russo che diciassette anni dopo (per due anni e mezzo) fu presidente del comitato olimpico sovietico.

 

Ai giornalisti che, stupiti (chissà perché: Dibiasi aveva già vinto un oro ed un argento olimpici nelle precedenti due edizioni dei Giochi), chiedevano ad Ormezzano quanti fossero i tuffatori in Italia, il giornalista faceva un cenno con la mano destra, sollevando due dita, l'indice ed il medio.

 

I suoi colleghi, soprattutto americaniesclamavano in inglese qualcosa di simile a ... "ahhh, due milioni!" ed Ormezzano ridendo faceva no con l'indice della mano destra. E allora, sempre i giornalisti "ahhh, duecentomila!"... Altro diniego di Ormezzano e altra domanda "come, solo ventimila?" e Gian Paolo ridacchiando e continuando divertito ad indicare il "due" con indice e medio della mano destra diceva "No, due, solo quei due lì!".

 

 

Non era vero, ovviamente, ma non era tanto distante dalla verità; non era vero, altrimenti fossero stati solo due i praticanti in Italia non ci sarebbe stata la tuffatrice bolzanina Carmen Casteiner che sarebbe poi diventata moglie di Giorgio (o Franco) e mamma di Tania...Senza Otto Casteiner, nonno di Tania e Karl Dibiasi, papà di Klaus, i tuffi in Italia ci sarebbero stati sicuramente, magari praticati da più di due soli campioni, ma sarebbero stati diversi e oggi non ci sarebbe la domanda "ma è meglio Tania Cagnotto oppure Chiara Pellacani?", pronti a riproporla fra meno di un paio di anni ai Giochi olimpici di Los Angeles.

 

Ci fosse ancora Gian Paolo Ormezzano, se n'è andato nel Paradiso dei grandi giornalisti il giorno dopo Natale di due anni fa, sarebbe capace di andare a chiedere al comandante in capo "the Donald", in occasione dei Giochi a casa sua, magari dopo medaglie di Chiara Pellacani ed Elisa Pizzini "sai quante sono le tuffatrici in Italia?": "Gpo", divertito, indicherebbe 'due' con la manina e forse l'inquilino della Casa Bianca potrebbe anche crederci, cosa che invece assolutamente non facevano i giornalisti olimpici americani nel secolo scorso.

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