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Trento
10 settembre | 17:57

Fronte comune delle province di Trento e Belluno contro la realizzazione della diga del Vanoi. Padrin: "Fondamentale l'asse tra i territori"

Partecipatissimo il dibattito pubblico andato in scena a Canal San Bovo. "Al momento queste alternative non sono neanche state prese in considerazione e il territorio bellunese non è stato nemmeno interpellato" queste le parole del consigliere delegato Bortoluzzi. Piazza Dante si era già espressa chiaramente un paio di mesi fa, dicendosi pronta a ricorrere alle vie legali, se necessarie

CANAL SAN  BOVO. Le Province di Trento e Belluno fanno fronte comune per dire "no" alla diga del Vanoi.

 

Il partecipatissimo dibattito pubblico andato in scena nella serata di lunedì 9 settembre a Canal San Bovo, alla presenza del consigliere provinciale delegato al demanio idrico Massimo Bortoluzzi, incaricato dal presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin di rappresentare l'amministrazione e della struttura del settore acque, è servito per ribadire la totale contrarietà di Belluno e Trento alla diga che dovrebbe sorgere nella zona del Vanoi.

 

Bortoluzzi ha espresso le forti preoccupazioni del territorio bellunese in merito all'idea progettuale di sbarramento del torrente Vanoi. E ha chiesto ufficialmente al consorzio di bonifica Brenta, proponente del progetto, di individuare tutte le alternative possibili per arrivare al fabbisogno idrico immaginato con l'invaso del Vanoi, partendo però dalla riqualificazione delle infrastrutture irrigue.

 

"Al momento queste alternative non sono neanche state prese in considerazione e il territorio bellunese non è stato nemmeno interpellato - queste le parole del consigliere delegato -. Quello che però non capiamo è se è stato calcolato il fabbisogno idrico oppure no. Chi dice che i 20 milioni di metri cubi d'acqua previsti con il nuovo invaso non possano essere ottenuti semplicemente con un uso diverso, più oculato, della risorsa idrica?".

 

Il presidente Padrin ha ribadito la totale convergenza di vedute con il "collega" trentino, ricordando anche che il consiglio provinciale bellunese si è espresso chiaramente anche con due atti ufficiali, entrambi approvati all'unanimità: le delibere del 5 ottobre 2023 e del 16 maggio 2024.

 

Il Governatore trentino e la Giunta di piazza Dante si erano espressi già chiaramente un paio di mesi fa (QUI ARTICOLO) dicendosi pronte ad intraprendere anche azioni legali, se necessarie.

 

"Ho già parlato con il presidente della Provincia autonoma di Trento Fugatti - spiega Padrin - e mi ha confermato la posizione espressa dalla sua Giunta qualche giorno fa. In questo momento, oltre agli atti ufficiali prodotti dalla mia amministrazione e da quella trentina, è importante fare asse tra i territori per esprimere una posizione unica e unita".

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