"È stato uno dei pilastri storici dell'autonomismo trentino", si è spento Mario Pinamonti. Il Patt: "Disponibile e generoso, sempre pronto a dare una mano"
Un uomo che non amava apparire o "mettersi in mostra e che non ambiva a cariche: per lui contava il fare, percorrere ogni strada, anche esponendosi personalmente, pur di risolvere il problema. Se si presentava un’emergenza o c’era bisogno di un aiuto, bastava rivolgersi a lui che si metteva subito, silenziosamente, in moto"

VILLE D'ANAUNIA. Mario Pinamonti si è spento negli scorsi giorni e a salutarlo in chiesa sono stati i tantissimi amici, parenti e colleghi che lo portano e lo porteranno sempre nel cuore. “Anche se da anni le sue condizioni di salute non gli consentivano più di frequentare una vita sociale – spiega Franco Panizza, presidente del Patt - nel momento del saluto tutti si sono sentiti in dovere di ringraziarlo, di esprimergli la propria riconoscenza e la gratitudine di un’intera comunità, che per tanti lunghi anni Mario ha servito generosamente e disinteressatamente”.
Mario verrà ricordato in quanto “uno dei pilastri storici dell’autonomismo trentino e soprattutto come prezioso punto di riferimento per lungo tempo della sua comunità e dell’intera Valle di Non, un amico dal cuore grande, disponibile e sensibile con chiunque ne avesse bisogno”, prosegue.
Un uomo che non amava apparire o “mettersi in mostra e che non ambiva a cariche: per lui contava il fare, percorrere ogni strada, anche esponendosi personalmente, pur di risolvere il problema. Se si presentava un’emergenza o c’era bisogno di un aiuto, bastava rivolgersi a lui che si metteva subito, silenziosamente, in moto”. Sono molti infatti quelli che o ricordano compilare pratiche del patronato gratuitamente o ancora rispondere a richieste di assistenza, ospitando chi era in difficoltà.
“La sua casa era la casa di tutti e lui, sostenuto dalla sua splendida famiglia, si attivava sempre, fiducioso che qualcosa si poteva fare – ricorda Panizza -. Lo ricordiamo in innumerevoli iniziative e anche come socio fondatore e contabile, sempre a titolo volontario, della cooperativa di lavoro Lago Rosso e di altre realtà di volontariato”. Non verrà dimenticato nemmeno l’impegno di Mario, “generoso e competente, nell’amministrazione comunale di Tuenno, nella quale ha rivestito anche il ruolo di vicesindaco”.
“Ad alcuni giorni dalla sua scomparsa, gli autonomisti della Valle di Non e dell’intero Trentino lo piangono e sono vicini con affetto riconoscente alla sua famiglia che l’ha
assistito amorevolmente fino all’ultimo: alla sua cara Ada, ai figli Nicola, Giorgio, Alessandro e Mirella – conclude il presidente del Patt -. Mario da anni non riusciva più a partecipare alle riunioni di partito, ma il ricordo di quanto ha fatto e la sua testimonianza esemplare di autonomista rimangono immutati per tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo”.












