Il 59enne Paolo Marcon perse la vita travolto dai tronchi nei boschi Bellunesi: ''Rinviato a giudizio per omicidio colposo il datore di lavoro trentino''
A distanza di quasi 10 mesi dal dramma, scrive il gruppo Giesse risarcimento danni, il giudice Scolozzi ha rinviato a giudizio il datore di lavoro. Un 57enne del Primiero, deve rispondere di omicidio colposo nei confronti del suo dipendente

BELLUNO. "Il giudice ha rinviato a giudizio il datore di lavoro, il 57enne del Primiero è chiamato a rispondere di omicidio colposo nei confronti del suo dipendente". A dirlo il gruppo Giesse risarcimento danni con riferimento alla vicenda della morte di Paolo Marcon. La tragedia si era consumata nell'aprile scorso, quando il boscaiolo fu travolto da alcuni tronchi nei boschi Bellunesi nella zona di Gosaldo. Il 59enne aveva riportato delle ferite che si dimostrarono fatali (Qui articolo).
A distanza di quasi 10 mesi dal dramma, scrive il gruppo Giesse risarcimento danni, il giudice Scolozzi ha rinviato a giudizio il datore di lavoro. Un 57enne del Primiero, deve rispondere di omicidio colposo nei confronti del suo dipendente, come richiesto dalla società alla quale si è affidata la famiglia della vittima (Qui articolo).
"Il 59enne Marcon era ai suoi primi giorni di lavoro e senza regolare contratto", dice il gruppo specializzato nella tutela dei familiari delle vittime di infortuni sul lavoro anche mortali che si è costituito parte civile con l’avvocato fiduciario Pastre. "Fare il boscaiolo era una delle sue più grandi passioni e, purtroppo, è stata anche la sua condanna a morte".
La tragedia si consumò in località “Tre Ponti”, nel Comune di Gosaldo, all’interno del cantiere boschivo di una ditta del Primiero. "Durante le operazioni di esbosco del legname verso monte tramite teleferica 'Greifenberg', uno dei tronchi trasportati si incastrò su una ceppaia, bloccandosi e mettendo in tensione la fune traente e, al tempo stesso, inarcando quella portante", dice il gruppo Giesse. "L’effetto fu quello di una fionda: due tronchi vennero scagliati a sinistra della teleferica colpendo alla testa e alla schiena Paolo Marcon. Per lui non ci fu nulla da fare".
Al datore di lavoro, spiega il gruppo Giesse, vengono contestati due articoli del decreto legislativo 81 del 2008 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro: il primo (numero 37) riguarda il non aver provveduto a dare una formazione sufficiente e adeguata al lavoratore in materia di sicurezza, con riferimento ai rischi connessi alle mansioni di boscaiolo svolte; il secondo (numero 18), invece, per non aver richiesto ai singoli lavoratori l’osservanza delle procedure aziendali in materia di sicurezza. Quelle, per esempio, che riguardano il recupero del legname tramite teleferica. Prima del comando di tiro, secondo le procedure standard, ci si dovrebbe accertare che tutti gli addetti si siano allontanati dalla zona di pericolo, raggiungendo una posizione di sicurezza.
"Ci sono ancora troppi infortuni sul luogo di lavoro, soprattutto nei boschi", commenta Alain Menel, responsabile della sede di Giesse risarcimento danni a Belluno. "E' necessario mantenere alta l’attenzione. Episodi come questi, a causa della loro tragicità e della sofferenza che lasciano nei familiari delle vittime, devono smuovere le coscienze, aumentando la sensibilità sulle morti bianche e facendo in modo che questa strage silenziosa nei luoghi di lavoro abbia fine. Accogliamo con soddisfazione la decisione del giudice e attendiamo gli sviluppi del processo in aula". Il giudice ha rinviato all’udienza del 23 ottobre davanti al giudice Montalto.












