Il Drago Vaia devastato dalle fiamme, Zaia: “Miserabile chi ha distrutto un'opera simbolo come questa, si vergogni”
Il presidente della Regione Veneto ha detto la sua dopo il rogo che nella serata di ieri (22 agosto) ha distrutto completamente l'opera più famosa dello scultore Marco Martalar, il Drago Vaia a Lavarone

TRENTO. “Quanto miserabile dev'essere chi distrugge un'opera simbolo com'era questa Drago, realizzato a Lavarone con gli schianti della tempesta Vaia dall'artista di Roana Marco Martalar”. Sono queste le parole del presidente della Regione Veneto Luca Zaia dopo il rogo (con ogni probabilità di origine dolosa) che nella serata di ieri (22 agosto) ha distrutto la famosa opera sull'Alpe Cimbra (Qui Articolo).
L'atto vandalico ha gettato nello sconforto l'intera comunità, mentre il sindaco Isacco Corradi ha già annunciato di “non voler darla vinta a chi ha fatto questo”, sottolineano: “Come la caduta dell'Avez ha permesso di costruire il drago e avviare il progetto Anima, questo evento catastrofico sarà una ripartenza, una rinascita”. Quel che è certo al momento però, è che dell'opera di Martalar non rimangono che le macerie.
Come ricorda lo stesso Zaia, il lavoro per la realizzazione dell'opera è stato “immenso” ed è durato mesi: il Drago Vaia era il drago in legno più grande del mondo, alto ben 6 metri e lungo 7 e per realizzarlo Martalar ha utilizzato oltre 3mila viti e 2mila scarti in legno della tempesta che, nel 2018, ha abbattuto milioni di alberi sulle Dolomiti. “A chi l'ha distrutto – conclude il presidente veneto – dicono solo una cosa: vergognati”.












