Incastrata con il braccio nella macchina per distendere le pelli: azienda a processo. La Cgil: “Macchinari vecchi e poco sicuri”
La lavoratrice, che al momento dell’infortunio aveva appena 22 anni, è stata seguita in questi anni da Inca Cgil con l’avvocato Giovanni Guarini

VALALRSA. Sono passati due anni e mezzo dal 14 dicembre del 2021 quando una giovane operaia della Conceria Vallarsa rimase incastrata con un braccio alla macchina per distendere le pelli alla quale stava lavorando. Fu solo grazie al tempestivo intervento dei colleghi che venne evitata la tragedia.
Il prossimo 18 luglio è in programma l’udienza al Tribunale di Rovereto che dovrebbe mettere la parola fine alla vicenda. La lavoratrice, che al momento dell’infortunio aveva appena 22 anni, è stata seguita in questi anni da Inca Cgil con l’avvocato Giovanni Guarini.
“Le indagini – spiegano dal sindacato – hanno accertato che in quello stabilimento si lavorava fra macchinari vecchi e poco sicuri”. Inoltre la lavoratrice non avrebbe ricevuto una formazione adeguata. “Al di là delle decisioni che verranno assunte dal Tribunale è importante per noi ribadire la vicinanza alla lavoratrice e allo stesso tempo rimarcare ancora una volta che gli incidenti sul lavoro non avvengono per pura casualità, ma spesso sono frutto di sottovalutazione dei rischi, incuria, mancato rispetto delle regole sulla sicurezza”, ricorda Manuela Faggioni che si occupa di salute e sicurezza per la confederazione. Alla conceria quella mattina di dicembre il meccanismo di blocco della macchina non si attivò.
“Per questo non ci stanchiamo di dire che servono controlli e serve formazione – riprende Faggioni – ma serve anche lungimiranza e coraggio nella classe politica, sulle scelte relative ai sostegni aziendali”. Nel mirino del sindacato ci sono misure come sgravi Irap, di cui beneficiano tutte le aziende, a prescindere dalla loro condotta e dalle condizioni di lavoro che assicurano ai propri dipendenti. “Con la riforma della legge 6 insieme a Cisl e Uil siamo riusciti a fissare dei paletti importanti per il rispetto della contrattazione, ma il campo su cui agire è ancora molto ampio, dal potenziamento degli organi ispettivi con nuove assunzioni, al superamento degli incentivi a pioggia”, conclude Faggioni.














