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In un anno in Trentino 8149 infortuni sul lavoro e 11 incidenti mortali. “Servono più investimenti su formazione e prevenzione”

I numeri relativi al 2023 sono stati presentati al Comitato di coordinamento in materia di salute e sicurezza. I sindacati: “Dati stabili ma c'è ancora molto da fare per assicurare livelli adeguati di sicurezza sul lavoro

Di Alissa Claire Collavo - 21 febbraio 2024 - 18:31

TRENTO. In Trentino, sono stati 8149 gli infortuni sul lavoro registrati dall'Inail nel corso del 2023. 11 invece gli incidenti mortali, di cui 8 avvenuti sul territorio provinciale. Tra questi, un lavoratore su tre, vittima di incidente grave o mortale, è straniero.

 

Dati in linea con quelli rilevati l'anno precedente che confermano come, se paragonati alla media nazionale sugli incidenti (-16%), ci sia “ancora molto da fare per assicurare livelli adeguati di sicurezza sul lavoro”, dichiarano congiuntamente i rappresentanti sindacali di Cgil Cisl e Uil, Manuela Faggioni, Katia Negri e Alan Tancredi, che hanno partecipato al coordinamento provinciale.

 

Su questa base, è stato quindi chiesto un ulteriore impegno “anche alla luce del nuovo piano 23-25 su prevenzione e formazionefinanziato con 2,8 milioni di euro derivanti dalle sanzioni emesse alle aziende trentine per il mancato rispetto delle norme sulla sicurezza.

 

Un vero e proprio tesoretto indirizzato alla formazione e prevenzione su salute e sicurezza, ritenuto “indispensabile” dai rappresentanti sindacali.

 

“Quando si verifica un incidente non è mai una fatalità. Vuol dire che qualcosa non ha funzionato, non si sono rispettate le norme, le procedure, non c’era sufficiente formazione per un determinato compito e così via”, spiegano gli stessi, rilanciando la proposta di finanziare un progetto sperimentale per portare i rappresentanti territoriali dei lavoratori per la sicurezza anche nei settori dell’agricoltura e dell’edilizia (peraltro molto a rischio).

 

Nel 2023 nell'ambito delle costruzioni si sono verificati infatti 631 incidenti sul lavoro, il 6,7% in più rispetto all’anno precedente.

 

Una necessità da attuare quanto prima, esortano i sindacalisti, che già sollecitavano “la piena attuazione del Patto per la fabbrica con un progetto per estendere i rappresentanti territoriali dei lavoratori per la sicurezza (RLS) alle imprese industriali con meno di 15 dipendenti” e alle imprese che non ne sono dotati.

 

 

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