I sindacati dopo la morte sul lavoro del giovane John Floriani: "Subito una riunione del comitato salute e sicurezza. Non si può fare finta di nulla"
Non si può far finta di nulla, è ora di innalzare l’attenzione di tutti, a partire dalle istituzioni pubbliche e dai singoli datori di lavoro, affinché si metta fine a questa lunga scia di sangue e si possa, passo dopo passo, implementare le migliori strategie per ridurre drasticamente i rischi di infortunio e innalzare la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro" commentano Faggioni (Cgil), Bezzi (Cisl) e Alotti (Uil)

TRENTO. La tragica morte di John Floriani, il 26enne trentino spirato sabato all'ospedale Santa Chiara di Trento dopo essere rimasto vittima di un terribile infortunio sul lavoro lo scorso 24 aprile (QUI ARTICOLO), ha riaperto il dibattito sulla sicurezza.
Il giovane si trovava in un cantiere sul monte Calisio quando è precipitato per una sessantina di metri durante alcune operazioni per un disgaggio. Un volo che lo ha fatto finire violentemente contro le rocce sottostanti.
I sindacati chiedono immediatamente una riunione urgente del comitato provinciale salute e sicurezza sul lavoro, esprimendo anche la vicinanza alla famiglia e agli amici di John.
“Il decesso di John Floriani in ospedale a dieci giorni dall’incidente sul Calisio - commentano Manuela Faggioni (Cgil del Trentino), Michele Bezzi (Cisl del Trentino) e Walter Alotti (Uil del Trentino) - lascia attoniti e sgomenti. Una nuova tragedia sui luoghi di lavoro strappa all’affetto dei suoi cari, dei suoi amici e di tutta la comunità di Martignano un giovane nel pieno della vita. A loro ci stringiamo commossi per offrire tutta la nostra solidarietà e vicinanza. Si tratta della nona vittima del lavoro in poco più di quattro mesi dall’inizio dell’anno. Se a questo stillicidio di morti si aggiunge l’aumento dei casi di infortunio denunciati all’Inail nei primi tre mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2023, si capisce bene quanto sia grave la situazione attuale sul fronte della capacità di prevenire ed evitare incidenti legati al lavoro".
L'obiettivo deve essere quello di "innalzare l'attenzione di tutti. Non si può fare finta di nulla".
"Per questo serve una riunione urgente del Comitato provinciale salute e sicurezza sui luoghi di lavoro - concludono Faggioni, Bezzi e Alotti -, per analizzare l’andamento degli infortuni in Trentino, rilanciare le attività di prevenzione e promuovere interventi specifici a livello controllo e promozione del rispetto delle norme per la salute delle lavoratrici e dei lavoratori. Non si può far finta di nulla, è ora di innalzare l’attenzione di tutti, a partire dalle istituzioni pubbliche e dai singoli datori di lavoro, affinché si metta fine a questa lunga scia di sangue e si possa, passo dopo passo, implementare le migliori strategie per ridurre drasticamente i rischi di infortunio e innalzare la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro. Saranno gli inquirenti a stabilire le cause precise della morte di John. Ma tragedie come queste possono e debbono essere evitate. Dobbiamo quindi tutti operare perché in futuro sia garantito a tutte e tutti il diritto fondamentale alla salute sul lavoro”.














