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| 19 set 2024 | 15:27

"Sconvolti dalla morte del giovane lavoratore nei boschi, si faccia chiarezza: occorre investire in sicurezza e potenziare i controlli". Le reazioni dei sindacati

In Trentino continuano a sommarsi gli incidenti mortali in particolare nel settore costruzioni e agricoltura. Ugl, Cgil del Trentino, Fillea e Uil quasi all'unisono: "Ci stringiamo alla famiglia e alla comunità della vittima, ma ora occorre inasprire le sanzioni e aumentare la sicurezza dei lavoratori" 

(foto archivio)
(foto archivio)
di Redazione

TRENTO. “Inaccettabile morire di lavoro, servono misure incisive di prevenzione e controllo”. Non tardano ad arrivare le reazioni sindacali e sociali dopo il terribile incidente di Ziano di Fiemme che questa mattina è costato la vita ad un giovane boscaiolo di 25 anni (QUI L'ARTICOLO). 

 

“Siamo sconvolti e indignati - ha detto con fermezza in una nota Paolo Capone, segretario generale dell'Unione Generale del Lavoro - per l’ennesima tragedia che si è consumata oggi in Val Sadole a Ziano di Fiemme, in provincia di Trento, in cui ha perso la vita un giovane boscaiolo mentre stava lavorando nei boschi".

 

"È necessario fare chiarezza sulla dinamica dell’incidente e determinare le negligenze e le violazioni delle norme di sicurezza che sicuramente hanno generato questa tragedia sul lavoro. L’Ugl si stringe alla famiglia e alla comunità della vittima che da oggi deve fare i conti con una perdita dolorosa. È prioritario investire sulla sicurezza che significa potenziare i controlli, promuovere una cultura della sicurezza e avviare la formazione fin dalle scuole. Crediamo, inoltre, che sia necessario inasprire le sanzioni per chi viola le norme".

 

"È indispensabile - conclude Capone - costruire un sistema che offra maggiori tutele ai lavoratori per arrestare la strage quotidiana di lavoratori”.
 

Profondo sconcerto e rabbia anche da parte di Cgil del Trentino e Fillea, che hanno anch'esse rilasciato un lungo comunicato stampa: "In attesa che si accertino le dinamiche di quanto accaduto e le eventuali responsabilità, il sindacato di via Muredei esprime in primo luogo vicinanza e solidarietà ai familiari e ai colleghi del boscaiolo. E’ il quindicesimo lavoratore per il quale viene denunciato un infortunio mortale quest’anno. Ancora una volta è un ragazzo nel fiore degli anni a perdere la vita, il quarto in un anno a non aver potuto nemmeno raggiungere i trent’anni. Un elenco che si allunga mese dopo mese, con un aumento considerevole rispetto allo scorso anno. Gli eventi mortali accertati dall’Inail fino a luglio, ultimo dato disponibile, sono stati 9, nello stesso periodo dello scorso anno erano stati 5. Con la decima vittima di oggi in un anno i morti per cause di lavoro sono raddoppiati".

 

"Che ci piaccia o no - prosegue la nota della Cgil - siamo di fronte ad una situazione in drammatico peggioramento, per arginare la quale si sta facendo ancora troppo poco. Lo dicono purtroppo i dati delle morti sul lavoro, così come quelle degli infortuni che in un anno sono aumentati dell’8%. Le cifre sono importanti per fotografare questo drammatico fenomeno, ma non si dovrebbe mai dimenticare che dietro ogni numero c’è la vita spezzata di una donna o di un uomo, una persona strappata agli affetti più cari o infortuni spesso con conseguenze gravi".

 

"Per questa ragione sarebbe finalmente ora che a tutti i livelli, accanto alle parole di sconcerto, si affiancassero azioni concrete di prevenzione e controlli più serrati. Purtroppo però non possiamo che registrare, incidente dopo incidente, una colpevole inerzia della Provincia, mascherata da fatalismo. Non si possono fare prevenzione né controlli puntuali se non ci sono sufficienti risorse umane e oggi gli enti ispettivi sono in grave sotto organico. Sottovalutare questo problema oggettivo, significa essere complici di un fenomeno, quello delle morti sul lavoro, che va contrastato con ogni sforzo. Per questo dopo mesi di inerzia serve dalla giunta provinciale un intervento straordinario anche dal punto di vista degli investimenti".

 

"Gli incidenti mortali hanno riguardato in massima parte il comparto delle costruzioni (9 eventi su 15) e quello agricolo. Gli infortuni spesso coinvolgono i lavoratori stranieri: il 33% delle volte l’incidente sul lavoro coinvolge un immigrato. Lavoratori che spesso hanno difficoltà con la lingua e che non di rado si trovano in una condizione di maggiore bisogno e quindi più soggetti anche alle pressioni dei datori di lavoro. Quattro i giovani che hanno perso la vita sul lavoro solo quest’anno: accanto al boscaiolo di 25 anni morto oggi nei boschi sopra Ziano di Fiemme, vanno ricordati Gavrila Grad, operaio di 26 anni investito da un tronco nel piazzale della propria azienda in val di Non, Federico Facchini, operaio edile di 20 anni di Roncone, morto in un incidente stradale di ritorno da un cantiere e John Floriani Sebastiani l’operaio rocciatore di 27 anni precipitato mentre era intento in operazioni di disgaggio sul Calisio".

 

"Come Uil - aggiunge una nota di Walter Alotti - da tempo chiediamo che si cambi registro quando si parla di prevenzione degli infortuni sul lavoro. Le risposte superficiali che attribuiscono gli incidenti alla negligenza dei lavoratori o ai loro stili di vita non sono più accettabili. È necessario diffondere una vera e propria cultura della sicurezza fin dalla giovane età e la giunta provinciale deve mettere in campo proposte concrete. Un maggiore coinvolgimento del Corpo Forestale provinciale nel controllo del territorio boschivo e l'aumento dell'organico dei tecnici Uopsal sono due proposte che da tempo avanziamo. Nessuno può esimersi dal lavorare per garantire la sicurezza sul lavoro. Solo così potremo evitare che altre tragedie si ripetano". 

 

 

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