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Belluno
30 aprile | 18:09

Primo maggio, sindacati “Uniti per un lavoro sicuro”: nel 2024, 361 infortuni in più nel Bellunese e 4 incidenti mortali. Incontro a Sedico su lavoro e sicurezza

Sono stati 2.965 gli infortuni sul lavoro, 361 in più rispetto al 2023, e 4 gli incidenti mortali: questi i dati per la provincia di Belluno nel 2024. “Basta morti sul lavoro, il primo maggio sia impegno concreto per la sicurezza e la salute” dichiara Francesco Orrù, segretario generale della Cisl Belluno Treviso. Domani, un incontro a Villa Patt per discutere di sicurezza, e l’iniziativa “Pane e rose” degli studenti in Piazza dei Martiri

BELLUNO. Ben 2.965 infortuni sul lavoro, 361 in più rispetto all’anno precedente, e 4 incidenti mortali: questi i dati per la provincia di Belluno nel 2024.

 

“Basta morti sul lavoro, il Primo maggio - dichiara Francesco Orrù, segretario generale della Cisl Belluno Treviso - sia impegno concreto per la sicurezza e la salute. Va ribadito a tutti i livelli, dalle istituzioni alle rappresentanze del mondo imprenditoriale fino all’interno di ogni singola azienda, l’impegno a promuovere una vera cultura della sicurezza e della prevenzione e della salute, attraverso la formazione continua, l’innovazione tecnologica e maggiori investimenti per rafforzare i controlli al fine di sanzionare chi trasgredisce le regole”.

 

Mentre il presidente Sergio Mattarella sottolinea la preoccupazione sui livelli salariali, le difficoltà dei giovani nel progettare il proprio futuro e la “piaga che non accenna ad arrestarsi e che ha già mietuto, in questi primi mesi, centinaia di vite” delle morti sul lavoro, Cgil, Cisl e Uil ribadiscono che la tutela della vita e della dignità di ogni lavoratrice e lavoratore deve essere una priorità assoluta. Per questo, chiedono alle imprese il pieno rispetto dei diritti contrattuali, della salute e della sicurezza e l’impegno per garantire lavoro di qualità, attraverso contratti adeguati, formazione mirata e una rinnovata assunzione di responsabilità anche sotto il profilo del salario e della conciliazione dei tempi di vita.

 

Questo Primo maggio 2025 sarà infatti dedicato al tema della salute e della sicurezza e Cgil, Cisl e Uil territoriali hanno scelto lo slogan “Uniti per un lavoro sicuro” per celebrarlo. A Belluno l’appuntamento è alle 17 a Villa Patt, a Sedico, con una tavola rotonda che vedrà intervenire i tre segretari generali per riflettere di lavoro e sicurezza con il sindaco di Sedico Christian Roldo, il sociologo Diego Cason e il formatore Giovanni Simioni.

 

Inoltre - specificano i sindacati - il Primo maggio è anche l’occasione per guardare oltre l’emergenza, verso un futuro che metta il lavoro di qualità al centro delle politiche industriali e territoriali. Un futuro che contrasti le disuguaglianze e sostenga le aree interne e montane, come il territorio bellunese, dove lo spopolamento e la carenza di servizi rischiano di rendere ancora più fragili lavoratori e comunità - ma anche gli studenti, come recentemente testimoniato a Il Dolomiti da Denise Casanova, segretaria Cgil Belluno (qui l’approfondimento).

 

Inoltre, la Filcams Cgil Veneto, la Rete degli studenti medi del Veneto e l’Unione degli Universitari (Udu), saranno in Piazza dei Martiri per distribuire fiori a lavoratrici e lavoratori, in segno di vicinanza a chi non può restare a casa. "Quello al riposo - commenta Cecilia de' Pantz, segretaria Filcams Cgil Veneto - è un diritto irrinunciabile. Eppure, come ogni anno, al primo maggio sembriamo dimenticarcene. Siamo arrivati al punto in cui diamo per scontate le aperture festive dei negozi, mancando di considerare i sacrifici delle persone che, per garantire il servizio, sacrificano il proprio tempo libero e la vita familiare. Come sindacato, è essenziale mettere in campo anche quest'anno l'iniziativa simbolica Pane e Rose per sensibilizzare la cittadinanza sugli effetti positivi che il giorno di riposo settimanale può dare. Riteniamo indispensabile un cambio normativa che regolamenti il settore del commercio e non deleghi alle sole imprese la decisione di aprire o meno in maniera arbitraria”.

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