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Belluno
30 ottobre | 06:33

Morte Tony Facchin, la Flai Cgil chiede verifiche su condizioni di lavoro. "In montagna rischio più elevato: serve un cambio di passo nella vigilanza"

A pochi giorni dall’infortunio mortale che ha visto il 42enne Tony Facchin perdere la vita mentre lavorava lungo una strada forestale a Livinallongo Del Col Di Lana, Flai Cgil interviene per chiedere maggiore vigilanza sul settore forestale, soprattutto a fronte dell’elevato profilo di rischio in montagna

LIVINALLONGO DEL COL DI LANA. Un infortunio dai contorni ancora "incerti rispetto alla dinamica in sé e alle condizioni di lavoro del lavoratore", ma sul quale serve chiarezza: così le sezioni Flai Cgil provinciale e regionale intervengono sull’incidente mortale avvenuto qualche giorno fa a Livinallongo per chiedere un cambio di passo sull’attenzione nel lavoro agricolo.

 

L’incidente in questione è avvenuto sabato scorso, quando il 42enne Tony Facchin ha perso la vita mentre svolgeva alcuni lavori sulla recinzione di una strada forestale (Qui il dettaglio).

 

Ora, in attesa degli accertamenti da parte degli inquirenti sulle responsabilità dell’accaduto, la Federazione lavoratori agro industria della Cgil rinnova ancora una volta l'appello "a un cambio di passo radicale" in tema di vigilanza.

 

"Non è ancora chiaro - affermano infatti il segretario generale Flai Cgil Belluno Daniele Girardi e, per la segreteria veneta, Sebastiano Grosselle - se l'impresa per cui il lavoratore operava fosse edile o forestale, ma sta di fatto che il lavoro di manutenzione che si svolge in territorio montano presenta quasi sempre un profilo di rischio elevato e maggiore di moltissimi gli altri contesti. Su questo tipo di situazione servirebbero dunque molti più controlli a monte rispetto all'adeguatezza delle dotazioni tecnologiche e dei piani di formazione del personale delle aziende prima che i lavori siano loro affidati, così come è necessario implementare la capacità di controllo degli enti di vigilanza preposti".

 

In provincia di Belluno gli infortuni sul lavoro e gli incidenti mortali sono fortunatamente in calo rispetto al 2024 (Qui i dati), ma il settore agroforestale e quello edilizio rimangono i più attenzionati - con un altro boscaiolo deceduto lo scorso anno e un agricoltore rimasto schiacciato da una rotoballa solo pochi mesi fa.

 

Da alcuni anni Flai Cgil ha dunque avviato, per quanto concerne proprio i lavori di tipo forestale, un tavolo permanente sulla sicurezza nei cantieri boschivi grazie alla sensibilità e all'impegno della Prefettura di Belluno.

 

"All'interno di questo tavolo - sottolineano Girardi e Grosselle - si è creata una sinergia tra i vari organismi di vigilanza che ha permesso di aumentare l'azione sul territorio, determinando un oggettivo elemento di deterrenza rispetto alle condizioni più irregolari e pericolose".

 

Per questo motivo "crediamo - concludono - che, al netto della verifica delle dinamiche e del preciso ambito di azione dell'impresa interessata da questo ultimo tragico infortunio, quello schema di azione possa essere una delle chiavi con cui il territorio può attivarsi per prevenire questi genere di tragedie. Ci attiveremo perciò immediatamente per contestualizzare quanto avvenuto e proporre una riunione dedicata del tavolo al fine di condividere un focus su questo evento e predisporre un'ulteriore azione di prevenzione".

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