Incendio alla cabina elettrica allo stabilimento, i sindacati insorgono: "Situazione inaccettabile, sicurezza e affidabilità non sono più garantite"
Hydro di Feltre, incendio alla cabina elettrica. Fim Cisl e Fiom Cgil all'unisono: "Solo per puro caso l’episodio non ha avuto conseguenze per le lavoratrici e i lavoratori. Un fatto grave, che conferma quanto da tempo denunciamo"

FELTRE. Un guasto elettrico, un piccolo incendio al dissipatore della cabina elettrica e un duro attacco dei sindacati: il tutto è cominciato allo stabilimento Hydro di Feltre nella serata di ieri, venerdì 30 gennaio, quando intorno alle 20 un guasto ha fermato la produzione.
All'origine dei problemi, un piccolo incendio che ha interessato il dissipatore della cabina elettrica. "Solo per puro caso l’episodio non ha avuto conseguenze per le lavoratrici e i lavoratori. Un fatto grave, che conferma quanto da tempo denunciamo: la sicurezza e l’affidabilità degli impianti non sono più garantite", hanno commentato Maurizio Zuglian e Stefano Bona, segretari territoriali di Fim Cisl e Fiom Cgil.
I sindacati da mesi chiedono con forza un piano serio e strutturato di manutenzione e secondo i segretari ora i nodi stanno purtroppo venendo al pettine: "Le risposte dell’azienda sono state vaghe, rinviate o del tutto assenti. L’incendio di ieri rappresenta l’ennesimo campanello d’allarme ignorato, la prova concreta di una gestione superficiale e irresponsabile degli impianti. Continuare a rimandare interventi indispensabili significa esporre lavoratori e stabilimento a rischi sempre maggiori, compromettendo la continuità produttiva e la sicurezza".
A rendere ancora più critica la situazione - spiegano le sigle sindacali - è il "progressivo impoverimento delle competenze tecniche interne". "L’allontanamento di figure storiche, con esperienza e conoscenza profonda degli impianti, non è un fatto neutro ma una precisa scelta aziendale che sta indebolendo la capacità di prevenzione e gestione delle emergenze. Questo smantellamento del patrimonio professionale rende il sito di Feltre sempre più fragile e vulnerabile".
“Hydro non può continuare a giocare sull’ambiguità - incalzano Zuglian e Bona -. Se l’azienda non intende più investire seriamente nella sicurezza, nella manutenzione e nel futuro industriale dello stabilimento di Feltre, lo dica apertamente. In caso contrario, si assuma immediatamente le proprie responsabilità. Non accetteremo che l’inerzia aziendale blocchi ogni possibilità di rilancio: se esistono altri soggetti industriali realmente interessati a investire su questo sito e sui suoi lavoratori, Hydro non deve ostacolarli”.
Le segreterie di Fim Cisl e Fiom Cgil attendono "la convocazione dell’11 febbraio al Ministero pretendendo risposte chiare e impegni vincolanti su: un piano di manutenzione straordinaria immediato, investimenti certi e verificabili, una strategia industriale credibile di medio-lungo periodo. L’11 febbraio al Ministero servono risposte, non promesse: senza queste garanzie, ogni confronto sarà inutile e la responsabilità di quanto accadrà ricadrà esclusivamente sull’azienda".


















