Tensione alla Hydro, i sindacati scrivono al prefetto: “Intervenga per garantire il rispetto degli impegni assunti”. E il presidio blocca l’uscita dei camion dal sito
Continua il presidio dei lavoratori ai cancelli del sito Hydro di Feltre, dove i camion in uscita con le matrici sono letteralmente bloccati. Visto il mancato rispetto degli accordi presi, i sindacati hanno scritto una lettera al prefetto di Belluno chiedendo una convocazione urgente “per ristabilire un quadro di corrette relazioni”

FELTRE. Continua la protesta dei lavoratori Hydro, che stanno bloccando l’uscita dei camion con le matrici destinate allo stabilimento di Ornago mentre, nel frattempo, i sindacati chiamano in causa le istituzioni. “Chiediamo una convocazione urgente in prefettura per ristabilire un quadro di corrette relazioni e garantire il rispetto degli impegni assunti dall’azienda nell’interesse di lavoratori e lavoratrici, gli unici rimasti a difendere concretamente la fabbrica e il suo futuro”.
Il presidio è ripartito da poche ore, dopo l’esito negativo dell’incontro con l'azienda. Le motivazioni sono chiare: i vertici non hanno dato risposta alle richieste di garanzie sul mantenimento delle produzioni a Feltre, di integrazione salariale durante il periodo di cassa integrazione e di un confronto serio e trasparente (qui le rivendicazioni).
Sia nella giornata di ieri che in quella odierna, i dirigenti hanno provato comunque a far uscire dai cancelli diversi camion caricati con alcune delle matrici presenti nel sito, ma nulla è stato fatto passare. La situazione risulta perciò molto tesa e le preoccupazioni non mancano, perché la dirigenza non sta rispettando le rassicurazioni fornite in sede ministeriale. Inoltre, sembra mancare totalmente il rispetto degli accordi presi, visti i tentativi di trasferire da Feltre le matrici indispensabili per riprendere la produzione e garantire prospettive future al sito produttivo. L’azienda, infatti, si era impegnata a far riprendere velocemente le attività dopo i due incendi alla cabina elettrica e a mantenere la capacità produttiva del sito - condizione, questa, che per i sindacati è indispensabile se si vuole incentivare l’acquisizione da parte di nuovi investitori.
Nel frattempo, è partita la lettera al prefetto Antonello Roccoberton, già incontrato dai sindacati poco prima di Natale sia sul tema Hydro sia per la Edim-Bosch di Quero (qui l’esito). “Lavoratrici e lavoratori stanno presidiando i cancelli - conclude Stefano Bona (Fiom Belluno) - per impedire il trasferimento delle matrici. Portano avanti un presidio responsabile e determinato, finalizzato esclusivamente a difendere il sito produttivo e il suo futuro dopo che l’azienda ha dichiarato la chiusura. Il tentativo di svuotare lo stabilimento rappresenta infatti un atto che comprometterebbe ogni prospettiva industriale e occupazionale, acuendo tensioni già forti in un territorio che vive con grande preoccupazione questa vertenza”.











