Hydro di Feltre, annunciata la possibile chiusura. L'amministrazione comunale: “Inaccettabile e senza rispetto”, mentre i sindacati proclamano due giorni di sciopero
Non si ferma la mobilitazione dei lavoratori alla Hydro Extrusions di Feltre: dopo l'annuncio della possibile chiusura del sito, a partire dalle 6 del mattino di giovedì 27 novembre, partirà un presidio permanente davanti ai cancelli dell’azienda e non saranno consentiti l’ingresso né l'uscita dei mezzi. Immediata anche la replica dell’amministrazione comunale

FELTRE. Non si ferma la mobilitazione dei lavoratori alla Hydro Extrusions di Feltre: a partire dalle 6 del mattino di giovedì 27 novembre, partirà infatti un presidio permanente davanti ai cancelli dell’azienda e non saranno consentiti l’ingresso né l'uscita dei mezzi.
“Non possiamo e non vogliamo accettare passivamente - dichiarano le organizzazioni sindacali - che anni di professionalità, sacrificio e produzione siano cancellati con un semplice tratto di penna per logiche che non tengono conto del valore umano e sociale dell’impresa”.
A pochi giorni dallo sciopero contro la cessazione di 20 contratti in somministrazione (qui l’articolo), infatti, Fim Cisl, Fiom Cgil e la Rsu dello stabilimento feltrino contestano ora con forza la comunicazione appena ricevuta dalla direzione aziendale circa la possibile chiusura del sito, oltre ad altri 5 stabilimenti del gruppo norvegese.
Una decisione in qualche modo attesa: già la scelta di non rinnovare i contratti aveva fatto temere il peggio, interpretata come segnale di una possibile crisi più profonda e non come un calo temporaneo degli ordini, come sostenuto dall’azienda. Si è perciò deciso di indire una mobilitazione di 48 ore di sciopero nelle giornate di giovedì 27 e venerdì 28 novembre: 120 i dipendenti totali, e l’astensione dal lavoro coprirà l’intera giornata lavorativa per tutti i turni.
“L’annunciata chiusura - proseguono Stefano Bona della Fiom Cgil Belluno e Mauro Zuglian della Fim Belluno Treviso - è un fatto gravissimo e inaccettabile. Questa decisione rappresenta infatti un attacco al futuro di lavoratrici e lavoratori e all’intero tessuto economico e sociale del territorio. L’azienda deve sapere che non ci arrenderemo, ma metteremo in campo ogni azione necessaria per la salvaguardia di tutti i posti di lavoro”.
Per mercoledì 3 dicembre alle 9.30 è inoltre previsto nella sede di Confindustria a Feltre un incontro con i vertici aziendali. “In quella sede – sottolineano Bona e Zuglian - esigeremo chiarezza sulle motivazioni di questa scelta scellerata e chiederemo l’apertura immediata di un tavolo di confronto per individuare soluzioni alternative. Nel mentre, i dipendenti si riuniranno in presidio sotto le finestre della sede dell’associazione degli industriali”.
Infine, un appello da parte di Fim e Fiom: “Chiamiamo a raccolta le istituzioni locali e la cittadinanza affinché sostengano la nostra battaglia: la chiusura di Hydro Extrusions non è solo un problema dei dipendenti, ma una ferita per tutta la comunità”.
Appello già raccolto in mattinata dall’amministrazione comunale, che informa di aver visitato lo stabilimento poco dopo un annuncio definito “inaccettabile e privo di rispetto”, soprattutto perché giunto senza preannuncio con un semplice comunicato stampa dell’azienda.
“Stiamo già lavorando per chiedere l’istituzione immediata di un tavolo di unità di crisi, coinvolgendo governo, Regione, azienda e sindacati — afferma la sindaca Viviana Fusaro — e porteremo un ordine del giorno nel Consiglio comunale di oggi. Le famiglie non saranno lasciate sole, sarà la battaglia di tutto il territorio”.
“Anche solo prendere in considerazione una ristrutturazione impattante - conclude - non è una notizia che può essere resa pubblica senza alcun confronto con il Comune, che è il referente del territorio. In questi anni con la Hydro abbiamo sempre avuto un confronto diretto e non avvisarci è uno schiaffo a questo dialogo. Da ora in poi non molleremo di un millimetro: monitoreremo ogni sviluppo e continueremo a chiedere risposte chiare e garanzie
per i nostri lavoratori”.












