Crisi aziendali, il prefetto incontra i sindacati. “Il governo solleciti le multinazionali. Senza le risposte che cerchiamo, porteremo la protesta alle Olimpiadi"
Promettono di portare la protesta al passaggio della fiaccola olimpica in provincia di Belluno e alle Olimpiadi, se il governo non interviene con i vertici di Edim-Bosch e Hydro. I due siti produttivi bellunesi sono infatti a rischio: per questo i sindacati hanno incontrato il prefetto, affinché si faccia portavoce delle loro istanze al Ministero

BELLUNO. “Se non avremo soluzioni a stretto giro porteremo la protesta delle lavoratrici e dei lavoratori di Edim-Bosch e Hydro sulle piste delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026”. Con questa promessa Fiom Belluno aveva anticipato l’incontro con il prefetto per ragionare sul futuro delle due aziende bellunesi e ora, dopo il vertice, la promessa è ribadita.
Mancava infatti solo la prefettura tra gli interlocutori territoriali delle istanze dei lavoratori. Dopo Comune di Feltre, Provincia e Regione, anche il prefetto Antonello Roccoberton ha incontrato sindacati e Rsu aziendali per due dei casi al momento caldi per l’economia territoriale. Da un lato Edim-Bosch di Quero Vas, dove i lavoratori sono in cassa integrazione straordinaria e manca, al netto delle uscite volontarie, un piano industriale; dall'altro Hydro di Feltre, dove si spera nel governo dopo l’ultimo incontro a Mestre il cui esito non è stato positivo (QUI L'ARTICOLO).
“Il prefetto è stato gentile a incontrarci. Aveva già inoltrato segnalazioni ai ministeri competenti - dichiara Stefano Bona, segretario Fiom Belluno all’uscita dal tavolo - e condivide le nostre preoccupazioni. Abbiamo però voluto far presente che lavoratori e lavoratrici di entrambi i siti sono disposti a mobilitarsi in occasione del passaggio della fiaccola olimpica, per dimostrare al territorio che non possiamo vivere di solo turismo. Questa è una provincia manifatturiera, la difesa delle nostre aziende deve essere prioritaria e, se non dovessimo avere le risposte che ci attendiamo, porteremo la protesta all' attenzione del mondo intero, visto che le Olimpiadi sono una finestra importante".
Non manca quindi la speranza, che anche i rappresentanti delle Rsu aziendali sottolineano di voler continuare ad alimentare. “Abbiamo massima fiducia nei nostri rappresentanti territoriali - afferma Stefano Da Rugna, delegato Cgil Hydro - e sosterremo ogni iniziativa necessaria per il mantenimento della produzione. Certo passeremo un Natale con molti pensieri, ma la speranza c’è ed è l’ultima cosa che deve morire”.
Il prossimo obiettivo è arrivare entro gennaio al Ministero delle imprese e del made in Italy. “Per grossi gruppi come Edim-Bosch e Hydro - conclude Mauro Zuglian, di Fim Cisl Belluno Treviso - serve la voce autorevole del Ministero per far cambiare idea alle multinazionali. Il territorio ha già dimostrato di sostenere le aziende, ma le multinazionali sono più sensibili al governo che l'urlo di un territorio piccolo e montanaro come Belluno”.
L’appuntamento resta al momento per febbraio, quando è ipotizzato un secondo incontro a Mestre nella sede di Veneto Lavoro. Nel frattempo il governo ha tutto gennaio per mobilitarsi come richiesto - visto che, stando a quanto recentemente dichiarato dal senatore Luca De Carlo in occasione dell’accensione degli alberi bellunesi nei palazzi romani, l’attenzione delle istituzioni della Capitale per le aree montane oggi è alta.











