Hydro: irrevocabile la chiusura, ma si lavora fino a febbraio. "Intervenga il Ministero per valutare la cessione dello stabilimento e salvare l’occupazione”
Si è svolto a Mestre il tavolo tecnico sul futuro di Hydro tra l’azienda, i sindacati e le istituzioni. Confermata la chiusura dello stabilimento, ma per ora non scatta la procedura collettiva di licenziamento: i commenti della sindaca di Feltre Viviana Fusaro e della Fiom Belluno

FELTRE “La responsabilità sociale non va dichiarata, ma esercitata”. Così la sindaca di Feltre Viviana Fusaro commenta il vertice sul futuro di Hydro svoltosi presso la sede mestrina di Veneto Lavoro.
Il tavolo era stato fissato con la Regione alcuni giorni fa, dopo il vertice in Confindustria a Feltre dal quale non era emerso, però, nulla di definitivo (qui l’articolo). Ieri, martedì 16 dicembre, l’incontro tra l’azienda, i sindacati e le istituzioni si è spostato a Mestre: confermata la chiusura dello stabilimento, ma per ora non scatta la procedura collettiva di licenziamento ed è garantita piena operatività degli impianti.
Durante le 4 ore di incontro, il segretario generale Fiom Belluno Stefano Bona ha portato l’attenzione sull’analisi dei bilanci e degli utili della multinazionale norvegese (qui i dati) che testimoniano l’assoluta tenuta della Norsk Hydro e la crescente ricchezza spartita fra gli azionisti. Chiaramente, il sindacato ha ribadito assoluta contrarietà alla chiusura e ferma condanna nei confronti della dirigenza, che però non ha sentito ragioni e ha confermato la propria intenzione di chiudere cinque stabilimenti europei.
“Davanti alla ottusa visione dell’azienda - commenta Bona - che ha confermato la decisione dimostrando assoluta mancanza di rispetto per i 150 lavoratori e lavoratrici che sta mettendo in mezzo a una strada senza alcuna motivazione valida, non possiamo che esprimere tutta la nostra indignazione per una società in cui si pensa che il libero mercato possa giustificare ogni cosa”.
C’è stato quindi poco da fare, ma almeno rimane il tempo di trovare soluzioni alternative: si è chiesto infatti di valutare la vendita, per puntare a salvare l’occupazione. “Oggi la responsabilità sociale - aggiunge Fusaro - si misura nella capacità di rispettare gli impegni assunti al tavolo: garantire l’operatività, accompagnare un percorso credibile di transizione e creare le condizioni affinché la continuità industriale diventi una soluzione concreta”.
Se ne riparlerà dunque a febbraio, quando un nuovo incontro porterà a un momento di verifica concreto. “Da qui ad allora – aggiunge la sindaca - è fondamentale che il tempo sia usato in modo costruttivo, focalizzandosi sulla possibilità di una continuità industriale e valutando fin d’ora eventuali soggetti interessati a subentrare. Per Feltre questo sito produttivo non è un semplice insediamento industriale, ma è una parte significativa della storia economica e sociale della città. Continueremo perciò a seguire l’evoluzione della vertenza, in stretto raccordo con la Regione e tutti gli attori coinvolti. L’obiettivo è chiaro e oggi abbiamo mosso i primi passi per raggiungerlo”.
“A seguito dell’incontro - conclude Bona - crediamo sia assolutamente necessaria l’apertura di un tavolo al Mimit (Ministero delle imprese e del made in Italy) per cominciare a discutere anche lì del futuro della Hydro e dei possibili soggetti a cui proporre lo stabilimento, nell’attesa che dalla Norvegia arrivi la disponibilità alla cessione dello stabilimento feltrino”.












