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Belluno
07 dicembre | 07:00

Hydro, Fiom smentisce la crisi: utili netti per oltre 31 milioni di euro solo in Italia. “Esempio lampante di gestione predatoria: servono investimenti, non solo profitti”

Una scelta "puramente speculativa": così i sindacati definiscono la decisione di Hydro di chiudere lo stabilimento feltrino. Fiom Belluno ha infatti analizzato i bilanci di Norsk Hydro e Hydro Italy: gli alti profitti aziendali e gli enormi utili distribuiti agli azionisti non supporterebbero la crisi addotta come giustificazione dall’azienda

FELTRE. Una scelta "puramente speculativa": così i sindacati definiscono la decisione di Hydro di chiudere lo stabilimento feltrino. Dati alla mano, infatti, le motivazioni fornite dai vertici nell’incontro di pochi giorni fa non sarebbero reali.

 

“Tutti devono sapere che la decisione di chiudere non ha nulla a che vedere con una reale crisi industriale, ma risponde esclusivamente a logiche di profitto che calpestano la dignità del territorio feltrino” afferma Stefano Bona, segretario Fiom Belluno.

 

Durante il confronto, Hydro aveva infatti attribuito la decisione a un calo del mercato europeo e alla conseguente necessità di ridurre la produzione (qui i dettagli). Fiom Belluno ha però analizzato i bilanci di Norsk Hydro e Hydro Italy con il supporto di Matteo Gaddi, ricercatore del Centro studi Fiom, secondo il quale gli alti profitti aziendali non giustificherebbero scelte di ristrutturazione che comportano la chiusura di diverse sedi europee.

 

In attesa dell’incontro fissato per il 16 dicembre presso la sede mestrina di Veneto Lavoro (qui l’articolo), Fiom fa dunque il punto sui numeri. Nei primi 9 mesi del 2025 (dati della trimestrale), Norsk Hydro ha realizzato il risultato più alto degli ultimi tre anni (un Ebitda, profitto lordo rettificato, di oltre 1,98 miliardi di euro e un Ebit rettificato di oltre 1,3 miliardi), e anche l’utile netto rettificato è in forte crescita, attestandosi a oltre 806 milioni di euro. Lo dimostrano le ottime remunerazioni per gli azionisti, visto che, negli ultimi 4 anni, ha pagato loro oltre 3 miliardi di euro di dividendi, mentre a maggio 2025 è stata deliberata la distribuzione di ulteriori 378 milioni.

 

Nemmeno il settore Extrusion, di cui fa parte lo stabilimento feltrino, è in crisi, poiché ha generato nei primi nove mesi del 2025 un profitto lordo di quasi 301 milioni di euro, di cui 94 milioni nel terzo trimestre. Inoltre, anche le previsioni aziendali sono ottime, con una prospettiva di crescita in Europa sia per l'ultimo trimestre 2025 (+1%) che per il primo trimestre 2026 (+2%).

 

“Di fronte a questi numeri - commenta Gaddi - parlare di inevitabilità della chiusura non sta in piedi. Quando Fiom Belluno mi ha informato dell'intenzione di chiudere lo stabilimento non ci volevo credere: le istituzioni devono intervenire, perché è inaccettabile che una multinazionale, pur facendo utili e distribuendo dividendi enormi, si permetta di dire che chiude stabilimenti solo perché nell’ultimo anno non sono stati profittevoli come avrebbe voluto”.

 

Il sindacato definisce dunque la situazione di Hydro Italy un “esempio lampante di gestione predatoria”, poiché negli ultimi 4 anni la società italiana ha accumulato utili netti complessivi per oltre 31,2 milioni di euro e ha distribuito oltre 16,2 milioni di euro negli ultimi tre anni. Unico obiettivo sarebbero dunque i profitti della multinazionale, con la controllante diretta svedese (Hydro Extruded Solutions.AB) che ha realizzato negli ultimi 4 anni utili per quasi 250 milioni di dollari.

 

“Analizzando i dati - conclude il segretario generale Fiom Belluno Stefano Bona - ci siamo chiesti come si possa pensare di continuare a crescere ed essere competitivi se, anziché utilizzare gli utili per fare investimenti, l’unico interesse è distribuire dividendi agli azionisti. Nello stabilimento feltrino da anni non si fanno gli investimenti necessari per aggiornare la produzione, per cui forse c’è bisogno di una riflessione di questo tipo da parte dell’azienda. Siamo infatti di fronte a una multinazionale in piena salute che ha deciso di scaricare 150 lavoratori dopo aver realizzato utili d'oro: chiediamo quindi a Ministero e Regione di attivarsi per difendere, con tutti gli strumenti possibili, il futuro di 150 famiglie e di un intero territorio”.

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