Contenuto sponsorizzato
Belluno
03 dicembre | 17:57

Hydro, nessuna soluzione dal vertice con l’azienda: “Gli abbiamo detto in faccia di chi è la colpa: ora si prendano le responsabilità”. Da domani riparte la produzione

Nessuna risposta certa, solo la promessa che il confronto va avanti: questo quanto emerso dal vertice tenutosi a Feltre tra i vertici Hydro e le parti sindacali. Dopo un’attesa di oltre tre ore, i lavoratori sono ora pronti a sospendere il blocco che va avanti da cinque giorni. Intanto l’appello a tutte le istituzioni a intervenire

FELTRE. Nessuna soluzione per ora, solo (almeno) la promessa del dialogo. "Io sono anticapitalista, quindi per me è tutto sbagliato, ma sono anche realista, altrimenti non sarei onesto nei vostri confronti. Il sistema intero è sbagliato: non puoi venire, prendere e lasciare quando ti interessa, con gli errori che hai commesso. Tuttavia non posso sottrarmi alla responsabilità, perché non è con gli ideali che si trovano le soluzioni: bisogna quindi mettere in atto tutte le possibilità che abbiamo, che ora sono di continuare il confronto".

 

A parlare è Stefano Bona, segretario generale Fiom Belluno, a margine dell’incontro tra sindacati, Rsu aziendali e i vertici di Hydro tenutosi nella mattinata di oggi, mercoledì 3 dicembre, presso la sede di Confindustria. Il corteo è partito alle 8.30 dallo stabilimento (Qui il racconto), poi i lavoratori hanno atteso oltre tre ore sotto le finestre, accompagnati dal rumore dei tamburini del Palio di Feltre, venuti a sostenerli.

 

"L’azienda - prosegue Bona - ha dato disponibilità al confronto e ora la discussione si sposterà ai vertici istituzionali, quindi Regione e Ministero. Sopra le persone presenti al tavolo di oggi, infatti, Hydro ha altri tre livelli decisionali prima di arrivare all’amministratore delegato, e sono questi che decidono: facciamo perciò appello a tutte le istituzioni affinché portino avanti le nostre proposte".

 

La disponibilità al confronto, però, non vuol dire evitare la procedura. Secondo Bona, infatti, la decisione è incontrovertibile: "Hydro qui non ci sta più - afferma - ma noi siamo convinti di avere tutte le possibilità, insieme alle istituzioni, per trovare soluzioni che ci diano una garanzia".

 

Presente anche Mauro Zuglian, di Fim Cisl Belluno Treviso. "Assieme alle Rsu - spiega ai lavoratori - siamo stati chiari: secondo noi, in tre anni hanno mangiato l’azienda, portando i volumi altrove, e ora ci vengono a dire che i conti sono brutti. Noi però abbiamo sempre detto che così non si poteva andare avanti e abbiamo dimostrato che, se vi avessero fatto lavorare come avete sempre fatto, le cose sarebbero andate bene".

 

L’azienda ha infatti negato colpe ai dipendenti, attribuendo la decisione a un calo del 20% del mercato europeo: le chiusure sarebbero dunque legate alla necessità di ridurre la produzione dell’11%, e Feltre risulta lo stabilimento con gli indici più bassi. Ancora presto però per ipotizzare possibili soluzioni: l’unico impegno da parte dei lavoratori, al momento, è interrompere lo stop a oltranza.

 

"Per la responsabilità che sentiamo nei vostri confronti - aggiunge Bona - abbiamo deciso, se siete d’accordo, di rimuovere il blocco ai cancelli e di riprendere a lavorare. Il blocco della fabbrica è un merito che va a voi e alla vostra eccezionale capacità di lotta, perché nessuno degli altri stabilimenti a rischio lo ha fatto, solo quelli italiani. È stato difficile, costa sacrificio, ma abbiamo in cambio la garanzia che dallo stabilimento uscirà solo prodotto finito e non sarà trasferito nulla".

 

Si va quindi avanti: certo non c'è garanzia che la procedura non sarà aperta, ma rimane la fiducia che si possano trovare soluzioni, con la buona volontà di azienda e istituzioni.

 

"Non è stato facile parlare. L’unica cosa che mi sento di dire - conclude Diop Papa Madiop, rappresentante delle Rsu aziendali - è che siamo orgogliosi: abbiamo detto loro in faccia che sono i responsabili di questa situazione. Fortunatamente c'era anche il direttore di stabilimento e ho ricordato che più di una volta, in passato, abbiamo allertato sulla strada che si stava prendendo e gli errori che si commettevano: qualcuno si è permesso di negarlo, ma è ora che si assumano le loro responsabilità. Purtroppo oggi la verità non è arrivata e forse è questo che fa più male".

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Società
| 13 maggio | 19:33
Sabrina Widmann racconta la storia di 'Artigianato Trentino', l'impresa di famiglia: "Siamo rimasti gli unici sul territorio a produrre e decorare [...]
Cronaca
| 13 maggio | 20:20
Lo scorso 10 aprile, si sono resi protagonisti di un'aggressione, con l'esplosione di un colpo d'arma da fuoco, all'interno di una tabaccheria in [...]
altra montagna
| 13 maggio | 18:00
Secondo quanto riportato dal Corriere delle Alpi, all'origine del danno vi sarebbe la concomitanza di tre cause, tra cui un tiraggio [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato