Hydro e Ceramica Dolomite, a rischio 200 posti di lavoro. Padrin: “Intollerabile che gruppi industriali esteri sfruttino i bellunesi per poi andarsene come niente fosse”
In provincia di Belluno due crisi aziendali stanno mettendo a rischio 200 posti di lavoro. Il presidente provinciale Roberto Padrin: "La Provincia si mette a disposizione per qualsiasi iniziativa possa essere utile a trovare soluzioni: si tratta di salvare non solo posti di lavoro, ma la dignità di un intero territorio”

BELLUNO. Sono due le crisi aziendali che stanno provocando fermento in provincia di Belluno, con circa 200 posti di lavoro a rischio che si aggiungono a una situazione generale non facile per l’occupazione locale. “Non è tollerabile che gruppi industriali che hanno la testa lontano da questa provincia decidano di andarsene dopo aver sfruttato la forza propositiva e manifatturiera del nostro territorio” dichiara ora il presidente della Provincia Roberto Padrin.
Due infatti le realtà produttive in bilico, per le quali si attendono novità proprio nei prossimi giorni. Da un lato Ceramica Dolomite, storica azienda di Borgo Valbelluna i cui lavoratori aspettano di conoscere il nuovo piano industriale che però, stando alle prime anticipazioni, potrebbe comprendere un ridimensionamento della produzione e il licenziamento di 80 dipendenti (qui l’articolo).
Dall’altra, Hydro Extrusions di Feltre, stabilimento dell’omonima azienda norvegese che ha annunciato tramite comunicato stampa la possibile chiusura del sito, scatenando l’immediata reazione dell’amministrazione comunale (qui le dichiarazioni) e soprattutto di lavoratori e sindacati, che hanno indetto uno sciopero a oltranza almeno fino al prossimo incontro previsto per mercoledì 3 dicembre (qui i dettagli).
Sul tema interviene finalmente anche la Provincia, con Padrin che ribadisce la piena solidarietà ai lavoratori a margine della Mostra internazionale del gelato inaugurata oggi a Longarone. “Da sempre - prosegue il presidente - le capacità, lo spirito di sacrificio e la forza del lavorare a testa bassa dei bellunesi sono una componente fondamentale dell’industria che ha qui i suoi stabilimenti produttivi. Forza del lavorare che è apprezzata e utilizzata dalle imprese, ma che non può essere svilita e diventare esubero quando qualcuno, ovviamente altrove, decide che quelle forze, quei lavoratori, non servono più e vengono lasciati a casa come niente fosse”.
Il riferimento è in particolare alla Hydro, che conta molti stabilimenti in tutto il mondo e verso la quale la condanna espressa è ferma. “Inoltre - conclude Padrin - la Provincia si mette a disposizione per qualsiasi iniziativa possa essere utile a trovare soluzioni anche per le altre situazioni critiche, come Ceramica Dolomite e gli altri casi emersi. Si tratta di salvare non solo posti di lavoro, ma la dignità di un intero territorio”.












