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Belluno
28 novembre | 17:18

Crisi Hydro Extrusions: proclamati altri 5 giorni di sciopero e picchetto fuori dai cancelli. La prossima settimana è atteso l’incontro con l’azienda

Continua fino a mercoledì prossimo la mobilitazione alla Hydro Extrusions di Feltre. Lavoratori e lavoratrici hanno infatti deciso di continuare la loro lotta a oltranza, almeno fino all’incontro fissato fra le parti per mercoledì 3 dicembre presso la sede di Confindustria a Feltre

FELTRE. Continua fino a mercoledì prossimo la mobilitazione alla Hydro Extrusions di Feltre. “La determinazione e l’impegno di questi lavoratori, che vanno oltre lo sgomento e la rabbia, sono encomiabili” fa notare Stefano Bona, segretario generale Fiom Belluno.

 

Dopo il comunicato con cui l’azienda ha ipotizzato la possibile chiusura del sito, i sindacati avevano proclamato uno sciopero di 48 ore per ieri e oggi, con un picchetto dall’alba a notte fonda davanti ai cancelli volto a impedire l’ingresso e l'uscita di qualsiasi mezzo (qui l’articolo). Ora però lavoratori e lavoratrici della Hydro hanno deciso di continuare la loro lotta a oltranza, almeno fino all’incontro fissato fra le parti per mercoledì 3 dicembre presso la sede di Confindustria a Feltre.

 

Si va quindi avanti per altre 5 giornate continuative di sciopero e presidio. “Nonostante le giornate e le nottate di gelo - prosegue Bona - questi lavoratori hanno deciso di portare avanti la loro protesta, impegnando ogni fibra del loro essere per la tutela dei posti di lavoro contro la logica distruttiva dell’azienda. Non sono infatti tollerabili né la modalità con cui è stata comunicata la chiusura né i ragionamenti speculativi che hanno portato a questa decisione”.

 

Lo sciopero e i picchetti continueranno anche nelle giornate di sabato e domenica, con l'obiettivo di arrivare compatti all’appuntamento di mercoledì - quando invece i presidi saranno due, uno sempre fuori dai cancelli e un altro sotto Confindustria.

 

“I lavoratori e le lavoratrici meritano rispetto - conclude Bona - e anche il territorio feltrino merita rispetto, ma non ve n’è traccia in questo progetto aziendale. È infatti palese il totale disinteresse del Consiglio di amministrazione della multinazionale nei confronti di questa realtà produttiva, da anni la più importante del territorio. Centinaia di feltrini e feltrine hanno lavorato nello stabilimento e decine di loro, insieme con la sindaca, gli assessori e i consiglieri stanno sostenendo in queste ore la battaglia dei dipendenti: una battaglia che non riguarda solo il posto di lavoro, ma anche la difesa di un territorio e di un’identità che non può essere cancellata dall’oggi al domani senza alcuna conseguenza”.

 

Nel frattempo, il Consiglio comunale ha ufficialmente preso posizione contro la chiusura e l’amministrazione si è impegnata a chiedere l’apertura di un tavolo di crisi presso i ministeri competenti (qui la nota). Mercoledì mattina, inoltre, arriverà da Ornago anche una delegazione di lavoratori e lavoratrici provenienti dal sito lombardo della Hydro, che si schiereranno con i colleghi di Feltre per chiedere il mantenimento produttivo del sito veneto.

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