Hydro, il Consiglio comunale condanna il rischio chiusura: richiesta l’avvio del tavolo di crisi. “Si apra il confronto con le parti sociali”
Si è espresso ufficialmente il Consiglio comunale di Feltre in merito alla possibile chiusura dello stabilimento Hydro, annunciata con un comunicato stampa dall’azienda. La sindaca Fusaro aveva già espresso perplessità per il mancato dialogo con il territorio: ora c’è l’impegno a portare la questione ai ministeri competenti e in Regione

FELTRE. “Non intendiamo restare a guardare mentre il lavoro di anni, fatto di impegno, competenza e risultati, viene annullato con una decisione formale che ignora completamente il valore umano e sociale della nostra realtà socio-economica”.
È netta la presa di posizione del Consiglio comunale di Feltre sulla possibile chiusura dello stabilimento Hydro, dove in queste ore è ancora in atto lo sciopero proclamato dai sindacati già a partire dalla mattinata di ieri (qui l’articolo). A seguito del comunicato stampa dell’azienda, la sindaca Viviana Fusaro aveva immediatamente commentato la notizia definendola “inaccettabile e senza rispetto” proprio per il mancato confronto con il territorio.
E ieri, giovedì 27 novembre, oltre a ribadire preoccupazione per l’eventuale decisione di chiudere la fabbrica, il Consiglio ha ufficialmente espresso una “forte condanna alla proposta di Hydro, promuovendo un’azione coordinata e immediata per tutelare il patrimonio industriale, sociale ed economico di Feltre, e per elaborare un piano strategico di rilancio del territorio in modo sostenibile e partecipato”.
Inoltre, chiede al gruppo norvegese di rivedere la propria decisione e “attivare immediatamente un tavolo di confronto con le istituzioni locali, le rappresentanze sindacali e le parti sociali, per individuare soluzioni che possano mitigare l’impatto sociale e occupazionale”. La priorità è quindi la tutela dei posti di lavoro e la promozione di un’azione congiunta per elaborare un piano strategico finalizzato a mantenere attivo lo stabilimento produttivo. Una prospettiva in linea con le richieste avanzate dai sindacati anche in un altro stabilimento strategico per la Valbelluna, quello della storica Ceramica Dolomite - dove anche qui la stessa amministrazione comunale ha sottolineato la sua piena disponibilità a un dialogo costruttivo di confronto (qui l’articolo).
Ecco dunque gli impegni assunti dalla sindaca e dall’amministrazione a seguito della riunione del Consiglio: monitorare ogni sviluppo e mantenere alta l’attenzione sulle decisioni dell’azienda; chiedere risposte chiare e garanzie concrete per i lavoratori e le loro famiglie; mantenere l’unità di intenti coinvolgendo tutte le forze sociali e istituzionali e trasmettere quanto emerso a tutte le forze politiche nazionali e locali (la presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro delle imprese e del Made in Italy e quello del Lavoro e delle politiche sociali, il senatore Luca De Carlo, il prefetto di Belluno, il presidente e l’assessore alle attività produttive della Regione Veneto, i consiglieri regionali rappresentanti della provincia di Belluno, il presidente della Provincia e i sindaci del territorio).
L'obiettivo è attivare quanto prima un’unità di crisi.












