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Belluno
02 gennaio | 11:34

Inverno demografico, a Belluno la mortalità doppia il tasso di natalità. Una persona su tre a rischio alcolismo. Tra benestanti e istruiti i bevitori ''binge''

L'analisi condotta dall'Ulss1 Dolomiti fotografa il quadro generale legato alla popolazione bellunese che conta 118.382 persone nel territorio del distretto di Belluno (Belluno, Agordino e Cadore) e 81.317 nel distretto di Feltre. Il quadro è piuttosto allarmante e mostra come per invertire il trend sia necessario adottare politiche strutturali e illuminate a brevissimo termine

BELLUNO. Il quadro è drammatico e i numeri invitano tutti alla riflessione e a strutture politiche a lungo termine di ampio respiro. In provincia di Belluno il tasso di natalità è fermo al 6% da 4 anni (con numeri, tra l'altro, in leggero ma costante calo) mentre quello di mortalità è doppio cresciuto dal 12,3% del 2021 al 13,4% del 2022.

 

Lo certifica lo studio condotto dall'Ulss1 Dolomiti che fotografa il quadro generale legato alla popolazione bellunese che conta 118.382 persone nel territorio del distretto di Belluno (Belluno, Agordino e Cadore) e 81.317 nel distretto di Feltre. Ed è così che si vede come la speranza di vita sia molto alta, in linea con quella nazionale che è la quinta più elevata del mondo, con 82,5 anni di media (80,1 per gli uomini e 85,1 per le donne) e l'invecchiamento della popolazione che avanza passando in 4 anni da un'età media di 47,6 anni a 48,5 anni. Cosa vuol dire? Che ci sono sempre più anziani e sempre meno giovani il che si traduce in una quantità di problemi molto impattanti nel prossimo futuro: problemi sociali, culturali, economici. Basti pensare che Belluno è una delle poche province che già oggi presenta un saldo negativo (seppur di poco) tra pensionati e lavoratori del Nord Est: conta, infatti, 1.000 pensionati in più rispetto alle persone che lavorano e stando ai dati sul trend demografico le prospettive paiono destinate a peggiorare.   

 

Lo studio ha poi ''fotografato'' le abitudini e i ''vizi'' dei bellunesi con particolare rilievo dato ai fattori di rischio per la salute, con evidenza dei dati inerenti. Tra il 16% dei cittadini adulti (18-69 anni) si dichiara fumatore; ben il 67% degli adulti bellunesi risulta “fisicamente attivo”; il 21% risulta parzialmente attivo e il 12% risulta completamente sedentario; più di 7 persone su 10 assumono bevande alcoliche, con un 29% di consumatori “a maggior rischio” (consumo fuori pasto e/o consumo binge e/o consumo abituale elevato -più di 2 unità alcoliche al giorno per gli uomini più di 1 per le donne). Questo dato si smezza tra uomini e donne con queste percentuali: il 38% degli uomini e il 21% delle donne. 

 

 

Una modalità di consumo pericoloso è quella chiamata “binge”, bere cioè molto alcol in una sola occasione (4 o più unità alcoliche per le donne, 5 o più per gli uomini). Il 15% degli adulti (22% uomini e 8% donne) può essere classificabile come bevitore binge. Mentre il consumo a maggior rischio si distribuisce secondo il consueto gradiente per livello socioeconomico, per cui il comportamento a rischio è più diffuso tra i non istruiti e le persone con difficoltà economiche, per il consumo binge il trend si inverte: sono i più istruiti e quelli con meno difficoltà economiche ad eccedere in questo comportamento.

 

Altro dato su cui riflettere è che il 25% degli adulti è sovrappeso e circa il 9% è obeso. L’analisi complessiva della mortalità mette in evidenza, rispetto alla media veneta, un non trascurabile eccesso, sia nei maschi che nelle femmine, congruente peraltro con l’elevata età media della popolazione. Le cause di morte più frequenti sono, come in tutte le realtà industrializzate, le malattie del sistema cardiocircolatorio e i tumori. In tema di tumori, importante appare il dato di incidenza del melanoma, che risulta il secondo tumore più frequente nella fascia d’età 0-49 anni.

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