Iscrizioni in calo nelle scuole primarie: "Il motivo? La denatalità". L'appello della Cisl: "Basta contrazioni di classi e organico docenti: necessarie soluzioni alternative"
Le iscrizioni nelle scuole primarie del territorio sono in continuo calo a causa della denatalità. La segretaria generale della Cisl scuola Trentino: "Siamo preoccupati per quanto e come la denatalità sta incidendo e inciderà in un futuro prossimo sull'organizzazione del lavoro del personale della scuola, e lo siamo ancor di più per le misure che la Provincia potrebbe mettere in atto"

TRENTO. Il trend delle iscrizioni alle scuole primarie del territorio, negli ultimi anni, ha assunto un andamento negativo, complice il calo demografico che interessa tutta Italia, Trentino compreso. Più banchi vuoti equivale a meno classi e, guardando al futuro, inevitabili tagli al comparto docenti. Lo sottolinea anche Monica Bolognani, segretaria generale Cisl scuola Trentino che intervistata da Il Dolomiti analizza gli effetti della "denatalità, una realtà con la quale dobbiamo fare i conti", anticipa.
"Chi ci governa sia a livello nazionale sia a livello provinciale dovrebbe pensare prima di tutto a come sostenere la genitorialità con interventi strutturali duraturi e non con interventi economici a esaurimento", esordisce Bolognani. Che la denatalità colpisca anche l'Italia è ormai un dato di fatto e a rivelarlo sono anche i dati relativi alle iscrizioni nelle scuole primarie che, guardando al Trentino, sono di anno in anno progressivamente calate.
Se nell'anno scolastico 2015-2016 gli iscritti erano 5.378, soltanto quattro anni dopo, per l'anno scolastico 2019-2020 diventavano 5.079, poi 4.681 per l'annata 2022-2023. Il prossimo settembre 2023, saranno invece 'soltanto' 4.474 i bambini che inizieranno la classe prima delle elementari. Un calo di quasi mille iscrizioni nel giro di 8 anni.
"Siamo preoccupati per quanto e come la denatalità sta incidendo e inciderà in un futuro prossimo sull'organizzazione del lavoro del personale della scuola, e lo siamo ancor di più per le misure che la Provincia potrebbe mettere in atto. In queste ultime settimane sono due le misure oggetto di attenzione da parte di Cisl Scuola, entrambe con l'effetto di riorganizzare il personale interessato - fa notare la segretaria generale -. Il Ddl 135 "Sistema integrato 0/6" e il Ddl Bisesti "Misure per il miglioramento organizzativo delle istituzioni scolastiche, il potenziamento dei risultati di apprendimento degli studenti e l'istituzione di percorsi di sviluppo e crescita della professionalità dei docenti e connesse modificazioni della legge provinciale 7 agosto 2006 n. 5", prosegue.
"In entrambe si fa riferimento al calo demografico: lo si contrasta nel primo ddl riorganizzando spazi e pensando a una coabitazione professionale delle figure ad oggi presenti nelle due realtà differenti di 0/3 e 3/6 - rivela Bolognani - mentre nel secondo si afferma che dalla conseguente futura contrazione dell'organico nelle scuole a carattere statale, si potranno ricavare risorse per finanziare parte del percorso legato al nuovo modello di carriera dei docenti".
Entrambi i decreti legge affrontano quindi una situazione ormai nota e consolidata sul territorio, "a nostro avviso, in maniera non funzionale alla scuola e a quello che rappresenta per il presente e il futuro dei nostri giovani - conclude -. Invece di incidere sul numero delle classi e di conseguenza sull'organico del personale, o sulla riorganizzazione del personale scolastico, dovrebbe incidere sulla numerosità degli studenti e delle studentesse di ogni età nelle classi in modo da favorire una relazione educativa più efficace, nonché il potenziamento di percorsi formativi personalizzati".












