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| 10 ott 2023 | 06:01

Israele verso "l'assedio totale" contro Hamas che minaccia di uccidere gli ostaggi. Sono rientrati in Italia alcuni trentini, resta in Terra Santa padre Francesco Patton

Il presidente dell'Associazione trentina Italia-Israele, Marcello Malfer: "Questo vile attacco dei terroristi palestinesi contro Israele rappresenta solo l'ultimo, eclatante, esempio della brutalità di Hamas contro civili inermi e contro una nazione che, adesso, ha il pieno e legittimo diritto di difendersi con tutti i mezzi a sua disposizione". Il custode di Terra Santa per ora non rientra in Trentino, contattato dall'Arcivescovo di Trento

Israele verso "l'assedio totale" contro Hamas che minaccia di uccidere gli ostaggi

TRENTO. Sono rientrati i primi trentini, resta in Israele invece padre Francesco Patton. Il custode di Terra Santa nelle scorse ore ha ricevuto una telefonata da parte del Arcivescovo di Trento, Lauro Tisi ha espresso la vicinanza della comunità e di tutta la Diocesi. Naturalmente c'è un grande timore e prevale in generale la sensazione di una possibile estensione e di un protrarsi del conflitto per un periodo molto lungo.

 

"Una situazione tremenda - spiega Marcello Malfer, presidente dell'Associazione trentina Italia - Israele - sono in contatto con alcuni amici e conoscenti che abitano a Tel Aviv. Le sirene suonano in continuazione e l'incertezza è altissima. Lo Stato di Israele si è fatto cogliere incredibilmente impreparato e sembra che adesso sia pronto a un'invasione via terra della Striscia di Gaza. Purtroppo è una tragedia enorme. Questo vile attacco dei terroristi palestinesi contro Israele rappresenta solo l'ultimo, eclatante, esempio della brutalità di Hamas contro civili inermi e contro una nazione che, adesso, ha il pieno e legittimo diritto di difendersi con tutti i mezzi a sua disposizione per garantire la sicurezza e il ritorno a casa dei cittadini presi in ostaggio. Quest'ultimo attacco conferma in quale abominio Hamas abbia trascinato un'intera popolazione, quella palestinese, alla quale adesso, inevitabilmente, toccherà subire la legittima reazione militare israeliana".

 

Nella sera di lunedì 9 ottobre il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha tenuto un breve discorso per fare un punto della situazione e ha specificato che i bombardamenti sulla Striscia di Gaza sono solo l'inizio mentre si valuta un'invasione via terra. E c'è stata la richiesta ai partiti di opposizione di collaborare alla formazione di un nuovo governo di coalizione per affrontare la situazione di emergenza. Nel frattempo sono stati richiamati 300.000 riservisti dell’esercito in 48 ore.

 

Nel frattempo il governo israeliano ha dichiarato lo stato di guerra e ha ordinato l'assedio totale della Striscia di Gaza dopo che sono iniziate le operazioni per ammassare soldati e mezzi al confine. E' la risposta di Israele all'attacco senza precedenti compiuto alle prime ore dell'alba di sabato scorso da Hamas. Un'operazione che ha completamente preso di sorpresa l'intelligence e l'esercito di Tel Aviv.

A tre giorni dall’inizio dell’attacco, le forze israeliane cercano di consolidare il pieno controllo delle aree al confine con la Striscia, dove i miliziani di Hamas hanno ucciso almeno 900 tra civili e militari israeliani, prendendo in ostaggio più di 100 persone mentre la strage più grave è quella al Festival Supernova in cui sono stati uccisi almeno 260 ragazze e ragazzi.  

 

Il ministro degli esteri italiano, Antonio Tajani, riferisce che proseguono alla spicciolata i rientri a Malpensa e Fiumicino. Arrivano da Como, Milano e Trento i primi connazionali atterrato allo scalo in Lombardia mentre i 38 pellegrini italiani residenti a Verona, bloccati a Gerusalemme, in un albergo in zona araba potranno rientrare in Italia con un volo dalla Giordania. Risultano invece dispersi da 48 ore due italo-israeliani, marito e moglie con doppio passaporto. Non si hanno notizie di Lilach Clea Havron e di Eviatar Moshe Kisnis, forse ostaggi di Hamas.

 

I racconti sono di panico e paura dopo il risveglio con la pioggia di missili sganciati da Hamas. Si cerca una via di fuga, alcune persone si trovano nel rifugio all'aeroporto di Tel Aviv e sono continui gli appelli per tornare a casa il prima possibile. Si pianificano voli anche dalla Giordania mentre l'aeroporto Ben Gurion che resta aperto e operativo, ma la situazione è complicata con la sospensione delle rotte da parte di alcune compagnie, collegamenti cancellati e altri riprogrammati.

 

In questo contesto particolarmente complesso, l'ambasciata italiana in Israele ha annunciato di aver attivato un punto di assistenza per i connazionali in partenza dall'aeroporto Ben Gurion. E la Farnesina con l'unità di crisi, consolato e ambasciata seguono in tempo reale l'evolversi della guerra. "Siamo al lavoro per cercare di aiutare i connazionali bloccati", le parole di Tajani. "La loro sicurezza è la priorità più assoluta del governo". 

 

I leader di Stati Uniti, Germania, Gran Bretagna, Francia e Italia condannano gli attacchi di Hamas e hanno espresso "sostegno fermo e unito" a Israele. "Nei prossimi giorni rimarremo uniti e coordinati, insieme come alleati e come amici comuni di Israele, per garantire che Israele sia in grado di difendersi e, in definitiva, per creare le condizioni per una regione del Medio Oriente pacifica e integrata", la nota congiunta di Joe Biden, Emmanuel Macron, Olaf Scholz, Giorgia Meloni e Rishi Sunak. "Tutti noi riconosciamo le legittime aspirazioni del popolo palestinese e sosteniamo misure di giustizia e libertà sia per israeliani che per palestinesi. Ma attenzione: Hamas non rappresenta quelle aspirazioni e non offre altro al popolo palestinese se non terrore e spargimenti di sangue".

Un attacco di Hamas, che ora minaccia di uccidere gli ostaggi, che destabilizza il Medio Oriente e che ha come obiettivo quello di colpire e interrompere il processo di normalizzazione tra Israele, l’Autorità nazionale palestinese e i Paesi arabi. Recentemente l'Arabia Saudita si è mossa per instaurare relazioni diplomatiche con Tel Aviv. E la decisione di Riyadh di riconoscere Israele rappresenterebbe, per il movimento che si autodefinisce "islamico" e che vuole cancellare lo Stato di Israele, un duro colpo.

 

"Israele si è ritirata da Gaza e ha aveva avviato un dialogo con l'Autorità nazionale palestinese. Ci vorrà tempo per ristabilire un dialogo ma riuscire a sconfiggere i terroristi di Hamas è l'unico modo per tornare a parlare di pace e di collaborazione. E' giusto rimarcarlo subito, prima che si levino di fronte alla reazione dell'Esercito di Gerusalemme le voci indignate delle solite prefiche pronte a stracciarsi le vesti quando a morire sono dei civili palestinesi, ma che mai si levano invece di fronte ai proditori, sanguinosi e violenti attacchi terroristici di Gaza. La Federazione Italia Israele è in questo momento vicina al popolo israeliano, al suo esercito, alle sue istituzioni, e si unisce all'appello di chi in queste ore ribadisce il seguente principio: deve essere sacrosanto riconoscere che da una parte c’è uno Stato che difende il suo diritto di esistere (Israele) e dall’altra ci sono i terroristi islamisti (Hamas e tutto quello che si porta dietro) che difendono il loro diritto a combattere con tutta la forza possibile contro la stessa esistenza di Israele. Per questi motivi, la Federazione Italia Israele ringrazia il governo, i Comuni e le Regioni che hanno esposto la bandiera di Israele sulle facciate delle loro istituzioni in segno di solidarietà verso lo Stato ebraico", conclude Malfer.

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