Itea vuole sfrattare la gatta Bianchina, il Nucleo guardie ecozoofile: "E' tutto in regola: non ci sono i presupposti per intimare sgomberi"
Itea vuole 'sfrattare' Bianchina. L'ente avrebbe infatti deciso di allontanare la gatta che vive all'interno di uno spazio condominiale a Ravina. Questione sulla quale hanno deciso di esprimersi i referenti del Nucleo operativo guardie ecozoofile di Trento, portatisi in zona negli scorsi giorni per un sopralluogo: "Non ci sono i presupposti per intimare lo sfratto". Ecco i dettagli

TRENTO. Itea vuole 'sfrattare' la gatta Bianchina. E' diventato un caso quello che sta accadendo a Ravina in uno stabile Itea (QUI I DETTAGLI). L'ente avrebbe infatti deciso di allontanare il gatto (ultimo superstite d'una colonia censita ndr) che vive all'interno dello spazio condominiale. Questione sulla quale hanno deciso di esprimersi i referenti del Nucleo operativo guardie ecozoofile di Trento (Nogez), portatisi in zona negli scorsi giorni per un sopralluogo.
"La gatta - spiegano in una lettera di diffida recapitata ad Itea - risulta essere l'unica superstite di una colonia felina censita dal Comune e residente in zona da molti anni. Prima era accudita da una signora anziana, ora deceduta, quindi il condominio si è preso cura di lei. Ricordiamo che la gatta è sempre vissuta all’esterno e non ama stare all’interno degli appartamenti: da ciò, deriva il fatto che solo l’inverno, i condomini hanno posizionato una cassettina, dove dormire, non una cassettina per escrementi".
Il nucleo è intervenuto il 16 dicembre per verificare la situazione: "Abbiamo anche portato una casetta chiusa, per favorire il pernotto in maggior sicurezza, finché è freddo. Poi sarà rimossa con la bella stagione. Non si comprende in quali termini Itea si arroghi il diritto di far rimuovere tale casetta di supporto, adducendo scuse non credibili, quali che attiri topi o piccioni, cosa che ci è stata riportata nella nostra indagine esplorativa dai condomini stessi da noi interpellati come guardie di polizia giudiziaria".
"Si consideri - proseguono - anche il fatto che intorno al codominio vi è un’ampia area verde di prati e alberi dove la gatta solitamente vive nell’arco della giornata, libera e senza arrecare alcun danno o sporcare. Peraltro segnaliamo che i condomini stessi hanno provato ad adottare in abitazione la gatta, ma ricordiamo che lei è uno spirito libero e non può e non vuole vivere al chiuso in casa - fanno sapere -. Ha trovato la sua dimensione naturale così, come sta vivendo, peraltro come è tipico delle colonie feline, regolamentate e tutelate da leggi vigenti".
La volontà del Nucleo è quindi quella "di dissuadere l'Istituto da qualsiasi iniziativa di rimozione della gatta o di vessazione ai condomini che ne stanno curando la tutela. Una situazione che, ribadiamo, è totalmente rispettosa delle norme vigenti e dovrebbe essere invece un punto di orgoglio per la tutela degli animali, anziché punto di scontro tra istituzioni e cittadini. Confidando nel buon senso auspichiamo una chiusura del caso", viene concluso.













