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Bolzano
29 dicembre | 20:49

"Là dove sedeva 'Maria' dei pilastri in cemento per evitare che altri chiedano l'elemosina", Rabini sulla morte della 50enne senzatetto: "Qualcosa deve cambiare"

Il ricordo dell'assessora Rabini: "Anch'io mi ero imbattuta nella gentilezza di 'Maria', morta nel giorno di Natale. È tanta la tristezza per quanto accaduto. E la rabbia, nell'apprendere che oggi, dove con il sorriso e senza essere invadente solitamente sedeva per chiedere l'elemosina, vi sono due pilastri di cemento per evitare che senzatetto come lei si possano sedere"

BOLZANO. La tragedia avvenuta sotto Ponte Adige nel giorno di Natale ha scosso una comunità intera (e non solo). Sui social, continuano ad apparire ricordi dei tanti e delle tante che conoscevano Tuta Caldarar, la 50enne senza fissa dimora che ha perso la vita il 25 dicembre nel proprio riparo di fortuna

 

I più la conoscevano come 'Maria' e la ricordano come una donna gentile, che "regalava sorrisi". La si poteva incontrare per le vie di Bolzano, dove non perdeva mai occasione per scambiare due parole con qualcuno, o ancora seduta nel parcheggio dell'ospedale, dove si recava per chiedere l'elemosina. 

 

"Anch'io come tanti cittadini mi ero imbattuta nella gentilezza e sorrisi di 'Maria' - si aggiunge nel ricordare la donna anche l'assessora comunale Chiara Rabini -. È tanta la tristezza per quanto accaduto. E il dolore per questa morte - sottolinea -. E la rabbia, nell'apprendere che oggi, dove con il sorriso e senza essere invadente solitamente sedeva per chiedere l’elemosina, al parcheggio dell’ospedale, vi sono due pilastri di cemento per evitare che senzatetto come lei si possano sedere". 

 

Una tragedia, quella avvenuta nel giorno di Natale, che riporta l'attenzione su di un tema sul quale, forse, non è ancora stato fatto abbastanza: "Fortunatamente ci sono ancora tanti che aiutano invece di escludere e emarginare - prosegue l'assessora -. Per 'Maria', insisterò ancora per eliminare un grave criterio provinciale del nostro sistema di accoglienza per rifugiati che da sempre trovo vergognoso: la separazione dei padri dalle madri e figli". 

 

"Mentre madri e figli vengono accolti, i padri vengono lasciati in strada o, d'inverno, nelle strutture per persone senza fissa dimora - conclude Rabini -. Dalla stampa locale ho appreso che con quel poco che poteva, Tuta Caldarar aiutava una di queste famiglie 'separate' con una bimba ricoverata. Cercherò di promuovere il ricordo 'Maria', della sua gentilezza, della sua storia". 

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