L'Adige fa paura, il Veneto chiede di aprire la ''Adige-Garda'' per preservare Verona e il Polesine. Il fiume è uscito dagli argini a Rovereto
La situazione è sotto controllo ma nel Roveretano il fiume è esondato nella zona di San Giorgio. A Verona è stato chiuso il Ponte Nuovo mentre si attende l'onda di piena. L'assessore Bottacin chiede di aprire la galleria che scarica l'Adige nel Garda, come fatto nel 2018 durante Vaia per evitare allegamenti

VERONA. ''E' stata chiesta l'apertura della galleria scolmatrice Adige - Garda per preservare Verona e il Polesine da rischio allagamento''. Questo l'assessore alla protezione civile del Veneto Gianpaolo Bottacin. La situazione, infatti, si sta complicando ora dopo ora e mentre l'Adige esonda in varie zone, una su tutte a Rovereto nella frazione di San Giorgio dove le acque hanno già invaso i prati circostanti, le ciclabili e i parchi. Al momento la situazione è sotto controllo anche perché le ciclabili erano già state chiuse ma si attende l'onda di piena.
La Adige Garda, si ricorderà era stata fondamentale per salvare Verona e la Valpolicella durante il disastro di Vaia. E prima di allora, era lo stesso periodo di quest'anno ma del 2018, era stata aperta nel 2002. Una decisione presa non senza difficoltà, perché l'apertura delle paratie che incanalano le acque torbide dell'Adige nelle acque limpide e pescose del lago di Garda è in qualche modo un affronto all'ecosistema ittico, una soluzione di emergenza che se si potesse sarebbe evitata molto volentieri. Una decisione che per questo deve essere presa di concerto con le autorità del bacino idrico e le altre Regioni che si affacciano sul Garda.
Intanto però a Trento, all'altezza dei ponti cittadini, il punto di rilevazione è San Lorenzo, da ieri mattina alle 6 che misurava 1 metro, è passata ai 4 metri e 70 centimetri di altezza delle 8.30 di questa mattina. La portata, invece, è cresciuta da 250 metri cubi al secondo a oltre 1.500 metri cubi al secondo sempre di questa mattina. D'altronde le precipitazioni sono state molto intense. In Trentino il picco è avvenuto questa notte e sinora sono caduti mediamente 70 - 110 mm in Trentino con punte superiori a 150 mm (con punta massima di 188 mm in val Rendena al Doss del Sabion). Varie famiglie sono state anche evacuate. Dopo una pausa nelle ultime ore, i radar mostrano temporali in movimento verso nord.

E così a Verona il Comune ha annunciato che ''a causa delle abbondanti piogge, l’onda di piena del fiume Adige è prevista in transito nelle prossime ore in città. Per motivi di sicurezza, Ponte Nuovo viene chiuso al transito delle auto e ai pedoni, da ora fino al primo pomeriggio''. L'assessore regionale Botacin spiega quindi che ''l’Adige ha raggiunto il colmo a Bolzano ed è ancora in crescita a Trento; a Verona è stata superata la prima soglia e probabilmente tra la tarda mattina e il primo pomeriggio il colmo entrerà nel territorio veneto con valori superiori alla seconda soglia''.
E mentre la linea ferroviaria è stata interrotta nel tratto tra Trento e Mezzolombardo alla confluenza tra Adige e Noce a causa dell’arrivo della piena dell’Adige all’altezza di San Michele e il fiume spaventa ed è strettamente monitorato già da questa notte anche nelle aree più a nord tra Egna e Ora anche a Verona è arrivato l'allarme.


''Per motivi di sicurezza, Ponte Nuovo viene chiuso al transito delle auto e ai pedoni, da ora fino al primo pomeriggio. Si prega di prestare attenzione ai possibili pericoli derivanti dal cantiere e dal ponteggio installato sotto le arcate, ora sfiorate dall’acqua. L’invito ai cittadini è di evitare camminate e corse lungo le zone più basse del letto dell’Adige. A lungadige Rubele, il fiume ha appena superato lo 0 idrometrico, mentre a Trento è in salita sui 4.53 mt''.













