Galleria Adige-Garda, dopo i ritardi e i danni a Verona via libera alla deroga per l'apertura anticipata: “Quanto accaduto non si deve ripetere”
Il vicepresidente della Provincia di Trento Tonina ha incontrato i rappresentanti di Veneto e Lombardia in vista della possibile nuova apertura della galleria nella giornata di domani: “Garantire la sicurezza dei territori”

TRENTO. “Di fronte a questa seconda ondata di maltempo che sta interessando il Nordest, si è condivisa un'apertura anticipata della galleria rispetto alla quota di 5 metri di altezza dell'Adige al ponte di San Lorenzo a Trento prevista dal documento siglato nel 2002”. Sono queste le parole con le quali il vice-presidente uscente della Pat, Mario Tonina, conferma come i territori interessati abbiano raggiunto un accordo di deroga per l'apertura anticipata della galleria Adige-Garda, in vista di una possibile nuova entrata in funzione dell'infrastruttura determinata dalla nuova fase di maltempo che sta interessando il territorio.
La decisione è stata presa nel corso di una riunione che ha visto riunite le realtà coinvolte nella convenzione per l'uso dell'opera lunga 10 chilometri (Provincia autonoma di Trento, Regioni Veneto e Lombardia e Agenzia interregionale per il fiume Po) e dopo le polemiche nate negli scorsi giorni (Qui, Qui e Qui Articolo) per il ritardo nell'apertura del tunnel (la decisione è stata annunciata attorno a mezzogiorno ma l'effettiva apertura è avvenuta alle 17 e 30, quando la portata dell'Adige era già in discesa).
“L'obiettivo – ha infatti aggiunto Tonina – è di garantire la sicurezza degli abitati e in particolare della città di Verona, anche a causa della presenza di ponteggi al ponte Nuovo del capoluogo scaligero, che sono stati danneggiati nella serata del 31 ottobre. Quanto accaduto non si deve ripetere e il Trentino conferma la disponibilità che ha sempre dimostrato in caso di situazioni emergenziali”. Secondo quanto stabilito dalle autorità interessate dalla convenzione, al raggiungimento della quota limite non serviranno ulteriori passaggi autorizzativi: uno snellimento, assicura la Pat, che velocizzerà le procedure, a garanzia della sicurezza dei territori.
In questa fase si stanno ridefinendo i valori di soglia. Secondo quanto riportato dalla Pat nel corso dell'ultimo passaggio si sono riversati nel lago complessivamente 60,3 milioni di metri cubi d'acqua, di cui 22,3 milioni provenienti dal Sarca: “Il volume proveniente dallo scolmatore Adige-Garda rappresenta il 5,2% del totale, pari a 3,11 milioni di metri cubi. In caso di nuova apertura della galleria nella giornata di domani, si ipotizzano volumi molto simili”. In termini di altezza sullo zero idrometrico, il lago si è alzato dal 30 ottobre (quando il livello era di 102,5 centimetri) a 120,6 centimetri.
Intanto, conclude la Provincia: “A seguito dell'evoluzione dei fenomeni idraulici sul territorio provinciale, alle 14 di oggi è stata aperta la Sala operativa per il Servizio di piena. Alle Unioni distrettuali dei Vigili del fuoco è stato chiesto di allertare i diversi Corpi per il presidio dei corsi d'acqua ai fini di un probabile coinvolgimento nel caso di peggioramento della situazione idraulica. Per lo stesso motivo, i Distretti forestali stanno allertando i referenti in materia di acque delle varie aree”.












