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| 31 ott 2023 | 12:38

Via libera all'apertura della galleria Adige-Garda, la Provincia: "Sicurezza dei territori al primo posto". Oltre 2 mila operatori in campo e migliaia le richieste di intervento

Ora è attesa una tregua ma nei prossimi giorni ritorna la pioggia e l'allerta resta massima sul territorio. Il punto della Provincia sul maltempo

TRENTO. E' stata disposta l'apertura della galleria Adige-Garda. Un migliaio le richieste di intervento e un impegno con oltre 2 mila vigili del fuoco volontari e gli operatori provinciali. Interruzioni stradali ma anche ferroviarie. Ora è attesa una tregua ma nei prossimi giorni ritorna la pioggia e l'allerta resta massima sul territorio.

 

"In collaborazione con la Regione Veneto si è deciso in via precauzionale per l'apertura della galleria Adige Garda per evitare ulteriori problemi alla città di Verona", spiega Mario Tonina, vice presidente uscente della Provincia. "Una valutazione condivisa per mettere al primo posto la sicurezza dei territori colpiti da questa ondata di maltempo".

 

La galleria Adige-Garda era già stata fondamentale per salvare Verona e la Valpolicella durante la tempesta Vaia nel 2018. Nelle scorse ore è arrivata la richiesta dal Veneto e c'è stato il via libera di concerto con le autorità del bacino idrico e le altre Regioni che si affacciano sul lago in quanto la decisione è sempre molto delicata.

 

Intanto la Provincia ha effettuato un punto tra frane, esondazioni e l'evacuazione di alcune abitazioni. "Se la situazione appare complessivamente sotto controllo - continua Tonina - è merito ancora una volta tutti gli operatori della Protezione civile. I circa 2 mila vigili del fuoco volontari accanto ai permanenti e al personale provinciale. Operatori e operatrici che ringrazio per il loro lavoro e la loro presenza, penso per esempio ai 102 corpi dei pompieri volontari impegnati, ai loro comandanti e Distretti territoriali, operativi per gestire una perturbazione importante che ha interessato in particolare 30 Comuni. Abbiamo ora una giornata di tregua dalle precipitazioni, nella quale interverremo in particolare nelle zone più colpite, preparandoci a gestire al meglio la nuova perturbazione attesa per giovedì e venerdì, con un quadro che potrebbe essere facilitato dalle temperature più fredde e e con precipitazioni nevose sotto i 2.000 metri”.

 

Secondo il dirigente generale del Dipartimento Protezione civile Raffaele De Col la situazione evolve verso “condizioni di ripristino quasi totali nel pomeriggio di oggi, salvo alcune situazioni puntuali sulle quali i geologi della Provincia stanno effettuando verifiche, in Alto Garda e Basso Trentino per frane e colate detritiche”. Il calo della quota neve, con i fiocchi bianchi attesi per esempio al Tonale, a passo Rolle e sulle Dolomiti di Fassa, aiuta la ripresa di normalità dei flussi di acqua e quindi a mantenere il quadro sotto controllo.

 

 

Il dirigente ha inoltre precisato di come equilibrando l’uso delle dighe si sia riusciti a bilanciare l’afflusso idrico sul territorio, in particolare sul Garda sfruttando la diga di Ponte Pià. La situazione sull’Adige è sotto controllo, con la piena che sta passando in queste ore a circa 1.350 metri cubi di portata. Il livello è un metro sotto il precedente durante la tempesta Vaia, ma in linea con la soglia di preoccupazione per il Veneto e per questo è stata disposta l’apertura della galleria Adige Garda.

 

Il direttore del Servizio Prevenzione rischi Stefano Fait ha fornito i dati sulle precipitazioni particolarmente intense, con valori tra 70 e 110 millimetri e punti superiori ai 150 (il massimo al Doss del Sabion, 200 millimetri). Si è trattato di un evento rapido, concentrato e veloce su tutto il territorio, soprattutto nella parte occidentale e meridionale, con un’intensificazione delle precipitazione nelle ore pomeridiane attorno ai 20 millimetri all’ora.

 

La dirigente del Servizio antincendi e protezione civile, Ilenia Lazzeri, ha precisato i dati sul flusso di chiamate per i Vigili del fuoco, che ha reso necessaria l’attivazione del filtro per priorità in collaborazione con la Centrale unica di emergenza. Più di mille richieste di intervento, questo il bilancio, con i vigili del fuoco volontari che hanno svolto il grosso delle azioni sul territorio. 

 

"Intensa la collaborazione con le strutture provinciali attivate per reperibilità, a partire dai servizi Geologico e Bacini montani che hanno lavorato tutta la notte". Il quadro per i rispettivi servizi è stato fatto dai dirigenti Mauro Zambotto e Lorenzo Malpaga. Tutti i geologi del Servizio sono stati attivati per sopralluoghi e verifiche sul territorio, ha precisato Zambotto. Si tratta di eventi sotto controllo, non di rilevanti proporzioni, riconducibili principalmente a smottamenti, locali crolli e dissesti che interessano la viabilità, gli abitati e i corsi d’acqua. Le situazioni sono state prese in carico da ditte specializzate per le attività di ripristino con il costante raccordo con le strutture tecniche provinciali.

 

Si sono verificati alcuni eventi alluvionali importanti, ha affermano Malpaga, soprattutto in val del Chiese, Val di Ledro e Basso Sarca, con una forte mitigazione dei danni grazie alle opere di prevenzione realizzate nel corso dei decenni passati. 

Per quanto riguarda le ferrovie locali, a mezzogiorno prevista la riapertura della Trento-Malè, mentre sono ancora in corso i disgaggi per poter ripristinare la linea della Valsugana (verso le 15 è prevista la riapertura). Guardando all’A22, si registrano code di mezzi pesanti nel tratto altoatesino compreso tra Bolzano Nord e Bressanone, mentre nessuna limitazione è prevista in Trentino. Strada chiusa invece ai mezzi pesanti all’uscita A22 di Rovereto Sud in direzione della galleria di Tiarno, alla luce della chiusura della strada di Nago-Torbole in località Tempesta.

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