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| 27 ott 2023 | 09:43

"Lapidi distrutte, escrementi nell'acquasantiera e croci fatte con le feci", profanato il cimitero in Val di Fassa: i carabinieri individuano il probabile autore

L'episodio è avvenuto nella notte fra il 21 e il 22 ottobre, le forze dell'ordine hanno escluso che possa esserci qualche collegamento con strani riti 

"Lapidi distrutte, escrementi nell'acquasantiera e croci fatte con le feci"

SAN GIOVANNI DI FASSA. “Una persona non in buono stato di salute, in preda ad un raptus di follia e senza apparente motivo”. Questo l'identikit dell'autore della profanazione del cimitero di San Giovanni di Fassa che è avvenuta nella notte fra il 21 e il 22 ottobre (QUI L'ARTICOLO). 

 

Un episodio grave che ha destato grande scalpore ed indignazione nella comunità. A scoprire quello che era successo erano stati dei cittadini quando si sono accorti di diverse lapidi distrutte, addirittura bruciate e fiori calpestati. Ma no solo. In una acquasantiera sarebbero anche state "trovate delle feci" come ha raccontato uno dei sacrestani, e con queste sarebbe stata disegnata anche una croce al contrario sul muro della chiesa.   

Vandalismi raccapriccianti che hanno interessato una parte del camposanto Fassano.  Immediatamente sono partite le indagini condotte dai Carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Cavalese e della stazione di San Giovanni di Fassa. 

Gli approfondimenti portati avanti hanno escluso che la vicenda possa essere correlata a strani riti o a gruppi giovanili “deviati” e tantomeno che possa essere ricondotta a dissidi privati (ripicche di natura personale) o di discriminazione religiosa. 

Le attività investigative, che sono a buon punto, hanno permesso agli inquirenti di individuare nel probabile autore, un soggetto non in buono stato di salute, che in preda ad un raptus di follia e senza apparente motivo, si è reso responsabile di questi deprecabili gesti. 

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